Desenzano ti amo: la nostra città ha tutto, ma ha perso la bussola.

Porto di Desenzano

Qualche giorno fa, è venuto a Desenzano Shady Hamadi. Il giovane scrittore ha passeggiato sul lungolago. Ha guardato il lago con occhi diversi dai miei.

Mio padre dipinge scorci di Desenzano perché “sono questi i quadri che vendono di più”, i turisti (e non solo) amano portare via un ricordo di Desenzano un po’più grande di una cartolina.

Un caro amico è in partenza per il Belgio: ha chiesto a mio padre di vendergli un quadro. Per il mio compleanno i miei genitori mi hanno regalato un’immagine della piazza Malvezzi, l’obiettivo è rivolto verso il Duomo, c’è il sole e brulica di gente: è grande quasi quanto una tovaglietta della colazione, ma è plastificato e non si rovina. Me l’hanno regalato per il compleanno perché così, ogni volta che parto per un certo periodo, “ti ricordi di Desenzano”.

Desenzano è qualcosa di speciale, forse troppo. Forse per troppo tempo l’ho criticata, ma io amo la mia città. Non so se ci vivrò tutta la vita, ma adesso sono qui e voglio viverla. Vorrei farla conoscere al mondo perché se lo merita, vorrei che perdesse quell’aria snob e ritrovasse l’amore dei suoi cittadini, non di quelli che la frequentano solo il sabato sera o la domenica pomeriggio. Quando i desenzanesi si sono stancati di Desenzano? Forse è stata Desenzano a staccarsi dai suoi cittadini. Una città non può stancarsi di essere abitata, cementificata, abbellita e calpestata. O forse sì. Forse si sta ribellando a noi. O al nostro ignorala. O al nostro imbrattarla.

Il nostro lago ci ha formato. Desenzano deve tornare a valorizzare il suo lago. La nostra città ha tutto, campagna, collina, beni archeologici e culturali, tanti giovani che hanno idee da sviluppare e mondi lontani che si sono stabiliti qui da noi: ma ha perso la sua bussola. Ora, facciamo capire a Desenzano che è ancora nostra, che non ci siamo dimenticati di lei. Di proteggerla. Di valorizzarla. Organizziamo la festa di Desenzano. Dei desenzanesi. Organizziamo un giorno in cui Desenzano avrà l’abbraccio dei suoi cittadini.

Gaia Raisoni

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