I classici dell’eros – Kevin J. Taylor

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È un grande piacere per me scrivere di Kevin J. Taylor, perché è tra gli artisti ‘di genere’ che preferisco. Eppure, anche se gode di fama mondiale, resta ancora noto solo ai cultori. Nasce a New York, vive, credo, a Madrid ed è nero. Informazione, quest’ultima, che potrebbe sembrare superflua, se non valessero le parole di M. Giovannini: “inutile nascondersi dietro un dito; per raccontare Kevin Taylor… si deve partire proprio dalla sua negritudine”. L’esordio ufficiale è con Model by day (1990), la consacrazione con The Girl, iniziata l’anno dopo. Spesso i disegnatori americani non hanno il sobrio realismo italiano, né i tratti gentili e delicati dei francesi, né l’espressionismo grottesco o barocco di spagnoli e argentini; per il fumetto made in USA l’uomo è più o meno l’incredibile Hulk e la donna Pamela Anderson in versione esasperata. Potete immaginarne gli esiti, in campo erotico intendo. In Taylor la sproporzione è la prima cosa che si nota; le donne, anzi ‘the girl’, dato che la sua ‘modella per un giorno’ è quasi sempre la stessa (incontrata per caso una volta in metropolitana e più rivista), è ben oltre la maggiorata, è strabordante, è l’emblema stesso della voluttà carnale. Le figure maschili, quello pare riduttivo definirle superdotate, sono centauri e minotauri antropomorfizzati. E Taylor talvolta non sente neppure la necessità di renderli umani. A proposito, di donne e minotauri ne aveva disegnati anche Pablo Picasso: li ho visti al Reina Sofia, a Madrid. Subito, dalle prime prove, il disegno e le storie di Taylor dimostrano una sessualità (mi rifiuto di limitarla al termine sensualità) sanguigna, fisica, corporea. Le sue donne si concedono a uno o più partners (anche contemporaneamente) senza problemi, senza complicazioni mentali e/o sentimentali. Senza chiedersi molto di cosa facciano nella vita. Senza volere soldi. Basta trovare uno che piaccia, in un locale, in un parco, in un bagno, al Panedolcipizza, in coda alle poste, ed è fatta. Sono protagoniste assolute, e Taylor non stacca mai l’inquadratura da loro. Ma non sono ninfomani: il sesso è una sana necessità, e godereccia; un po’ come mangiare le lasagne, ovvio non un piatto, ma una teglia. Un piacere che diventa liberatorio e fa urlare ‘osssiii!’. Il background dotto però c’è, una commistione di temi cari a Taylor che attingono all’esoterismo, all’astrologia (Team zodiac), alla magia nera, al voodoo, alla demonologia (The girl), al misticismo. Proprio un omaggio alla spiritualità indiana è la bellissima rivisitazione a illustrazioni del classico Kama sutra, tra le sue opere migliori. Insomma, Taylor è uno di quegli artisti cui val la pena dare una lettura, ovviamente vietata ai minori.

Sergio Lingeri

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