La scuola media Trebeschi-Catullo di Desenzano adotta un orto in Africa con Slow Food

Dietro il dirigente scolastico Alfonso Dal Savio e a destra l'ex fiduciario della condotta gardesana di Slow Food Ivan Spazzini

Nel villaggio di Kibwezi, Kenya, 40 ragazzi tra i 9 e i 14 anni curano circa mille mq di terra, fertilizzati con letame e compost, con un supervisore che insegna loro a coltivare amaranto, belladonna nera, fagioli, spinaci, kale, pomodori e carote. L’aiuto economico per realizzare l’appezzamento di terra è arrivato dalla scuola media Trebeschi-Catullo di Desenzano che ha partecipato all’ambizioso progetto di Slow Food “Mille Orti in Africa”.

Undici classi per un totale di 272 alunni hanno raccolto 900 euro che sono stati inviati in Africa per l’orto, ma l’intero progetto serve anche per finanziare una borsa di studio in Scienze gastronomiche all’Università di Pollenzo.

Gli alunni, mentre studiavano il continente africano e le conseguenze della globalizzazione sull’economia e sulla conformizzazione del gusto, hanno imparato l’importanza dei prodotti coltivati in modo sano. “Il progetto serve anche a educare alla stagionalità – commenta Gianni Briarava, ristoratore salodiano e fiduciario della condotta Slow Food Garda – e a capire che non è normale avere per esempio a tavola a Natale le fragole”.

Quello targato Desenzano non sarà l’unico orto africano a essere finanziato dall’area gardesana. Il progetto è partito anche alle scuole di Padenghe, dove da 4 anni è già operativo un “Orto in Condotta”, dove i ragazzi imparano la coltivazione e la stagionalità dei prodotti della terra. Alcune opere della mostra “Terra Madre”, inaugurata a maggio a Salò, andranno all’asta per finanziare un altro orto. La stessa finalità avrà l’assegno da 1.000 euro staccato da un privato sotto i portici della Magnifica Patria alla presentazione della Guida agli Oli Extravergini 2012 ovviamente di Slow Food.

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