Lettera aperta ai Giudici del TAR di Brescia: La potenza del “Vizio di Forma”

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Lettera aperta ai Giudici del TAR di Brescia: La potenza del “Vizio di Forma”

E per copia conforme

Avv. Giuseppe Petruzzelli – Presidente 1^ Sezione TAR - Brescia

Avv. Michele Vietti - Vice presidente CSM - Roma

Dott.ssa Adriana Garrammone – Presidente Tribunale – Brescia

Dott.ssa Rosa Leso – Sindaco di Desenzano del Garda

Desenzano del Garda, 10 agosto 2012

Illustri  signori,

con una sentenza memorabile il giorno 31 luglio 2012 il TAR di Brescia ha respinto la richiesta di sospensiva riguardante la costruzione di nuove case per  44.500 metri cubi (circa 12 mila metri quadri) in zona Grezze per altri 49.788 metri cubi (circa 13 mila metri quadri) in zona Tassere di Desenzano del Garda. L’associazione ambientalista Legambiente e il Comitato pro Referendum (istanza firmata da oltre duemilacinquecento cittadini) hanno chiesto di sospendere in via cautelativa i permessi di costruzione, in attesa che il TAR si pronunci sul ricorso che sioppone alla delibera della precedente amministrazione comunale. La domanda di sospensiva parrebbe sia stata dichiarata inammissibile per “vizio di forma”. Un decisione importante per il  paesaggio del Garda: praticamente le ruspe potranno riprendere i lavori e cementificare e sorgeranno nuovi condomini. E siamo di nuovo al “consumo del territorio”. Dovrebbe essere noto a tutti che il territorio, una volta consumato, non si ripristina: semplicemente sparisce sotto il cemento. Per avere un’idea suggeriamo agli estensori della delibera di recarsi a Lonato del Garda, frazione Barcuzzi, in via Sant’Anna e rendersi conto “de visu” cosa significhi la cementificazione di una collina. In Italia negli ultimi anni sono spariti 5 milioni di ettari sottratti all’agricoltura. Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13 milioni. Cementificate poco meno d’un terzo. E si continua. Va sottolineato che il settore agroalimentare è uno dei pochi che non ha subito l’effetto della crisi mondiale in atto. Le abitudini alimentari degli italiani sono assurte alla notorietà e in tutto il mondo si usa come esempio la “dieta mediterranea”.  Ne consegue che all’estero vi è una domanda e un consumo dei nostri prodotti alimentari. Per contro, nella sola provincia di Brescia, vi sono 107 mila vani invenduti in abitazioni nuove. Dopo queste puntualizzazioni, torniamo in argomento.

I Piani Integrati di Intervento sono un marchingegno per modificare il PGT (Piano di Governo del Territorio) e permettere di costruire in zone ove non si dovrebbe. Il nostro Comitato Parco può comprendere l’importanza del “Vizio di Forma” anche se francamente ricorda molto il pensiero dell’avvocato “Azzeccagarbugli” di manzoniana memoria.

Di fronte, appunto, al “Vizio di Forma”, cosa volete che conti il fatto che le zone (Tassere e Grezze) avrebbero dovuto rimanere incontaminate dal cemento? Nulla. Tuttavia nevorremmo ricordare le caratteristiche:

1.       PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO “GREZZE”

       L’area è connotata dal “Biotopo Stagno Machetto” censita tra le aree umide , soggette a tutela ambientale;

       sono stati rinvenuti reperti palafitticoli;

       vi è una rete idrica minore che genera il Rio Venga

       è interessata, in parte, da culture specializzate di vigneto d’alto pregio;

       ad est confina con un territorio indicato come Ambito Agricolo Strategico (AAS);

       la natura che la caratterizza non è difforme dal contiguo AAS;

       l’aspetto paesaggistico della parte Sud ha un notevole effetto panoramico rappresentando una continuazione del cordone morenico.

2.       PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO “TASSERE”

       L’area è contornata da insediamenti abitativi, dalla linea ferroviaria e dal territorio riconosciuto AAS;

       è inserita all’interno del perimetro del DOC Lugana;

       è territorio vocato a cultura viticola, nel passato era a cultura promiscua;

       rappresenta il territorio d’espansione della produzione del Lugana, conseguente alla crescita della domanda del vino Lugana DOC;

       può diventare unica direttrice  d’espansione delle coltivazioni specializzate di Lugana.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che conti che l’intero sistema fognario del Lago di Garda sia in crisi, che non esistono depuratori sufficienti a smaltire le acque reflue e che il lago è gravemente minacciato? Nulla. Tuttavia segnaliamo le criticità del sistema fognario (la società Garda Uno non accetta nuovi collegamenti):

       Si struttura con una rete di collettori vetusti, inadeguati a sopperire i flussi normali, per non parlare di quelli di punta( periodo estivo), senza separazione tra acque bianche e nere.

       Rappresenta un gravissimo pericolo per la salute dei cittadini.

       Mina la salubrità delle acque lacustri.

       Può creare danni irreparabili all’intera economia gardesana e in particolare quella turistica.

       Può rappresentare un danno enorme all’immagine italiana, lombarda e soprattutto gardesana.

       Nuove costruzioni aggravano la situazione che ha già varcato ogni limite.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che sia il problema delle acque potabili?

Va ricordato che in Europa l’acqua potabile deriva per l’ottantacinque per cento dalle acque sotterranee e soltanto dal quindici per cento da quella di superficie (fiumi e laghi). L’area delle Tassere e delle Grezze, come è noto, nasconde tutto un insieme di fiumi e rivoli sotterranei, che potrebbe essere sconvolto proprio dalle ruspe e dagli scavi. Manca uno studio idrografico sulle acque sotterranee e sui relativi rischi di inquinamento per la salute dei cittadini.

Alessandro Muraca, Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Brescia, a proposito dell’applicazione della legge 36/94, in Settore Ecologia della Provincia di Brescia, scrive: “Il degrado legato all’attività antropica è dovuto nella maggior parte dei casi alla presenza nelle acque captate di cromo, solventi clorurati, idrocarburi, nitrati. basso livello di qualità delle acque ascrivibile alla forte antropizzazione, al peso delle fonti inquinanti puntuali continue (scarichi diretti in acque superficiali, scarichi depurati pubblici e privati), delle sorgenti inquinanti puntuali discontinue (scaricatori di piena di fognature al servizio di aree urbane) e delle sorgenti inquinanti diffuse.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che sia il problema del terremoto?

Le recenti tragiche esperienze dei terremoti nella Pianura Padana, che hanno avuto ripercussioni sino sul lago di Garda, dovrebbero far riflettere sulla concessione di licenze edilizie in zone ove vi sono acque sotterrane (fiumi e laghi).

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che contino gli allarmi del ministro dell’agricoltura:

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo all’evento “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”, ha detto che «ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni parliamo di una superficie di circa 5 milioni. Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Sono dati che devono farci riflettere sul fatto che il problema del consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare. In un quadro come quello italiano, che da questo punto di vista non è assolutamente virtuoso, dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi. Serve una battaglia di civiltà, per rimettere l’agricoltura al centro di quel modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro Paese.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che conti  il “Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia - PTCP” (norme tecniche d’attuazione) delibera di approvazione del consiglio provinciale -  n. 22 del 21 aprile 2004 stabilisca (art. 3 obiettivi principali):

Il principale obiettivo del P.T.C.P. è quello del coordinamento tra la pianificazione sovra e quella sotto ordinata al  livello provinciale. In termini generali le finalità del P.T.C.P. sono essenzialmente: il miglioramento della qualità del territorio, attraverso lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle sue peculiarità quali le  testimonianze storiche e preistoriche, le risorse culturali ed ambientali, le capacità produttive ed i valori sociali, la tutela ed il corretto uso dei beni ambientali, la valorizzazione del paesaggio attraverso la riscoperta delle identità locali, che sono componenti essenziali dello sviluppo sociale ed economico, la creazione di un sistema insediativo policentrico costituito da sistemi urbani sovra comunali rappresentativi le identità locali, l’incremento della accessibilità e quindi il potenziamento delle reti infrastrutturali e di comunicazione, l’orientamento dell’ uso del territorio ai fini insediativi nei limiti della compatibilità con la conservazione dei valori fisico-naturali e storico-culturali e con la prevenzione dei rischi, la riconduzione ad unità e coerenza dei piani e dei programmi settoriali, la difesa  e la centralità dell’attività agricola, l’incremento della biodiversità.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che conti  che le società che si propongono di costruire alle Grezze e alle Tassere per migliaia di metri quadrati hanno un capitale sociale (20 mila Euro) sufficiente forse per acquistare un box a Desenzano e che potrebbero suscitare il sospetto di essere società di comodo?

Da notare che la società a responsabilità limitata dotata di un capitale sociale inferiore a € 100 mila, permette di evitare la nomina di un organo  quale il “collegio sindacale”. Il controllo del collegio sindacale, come  certamente saprete, è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l’adeguatezza dell’organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all’assemblea eventuali fatti rilevanti. I sindaci possono denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione. Si può affermare che una società priva di collegio sindacale sia in effetti senza controllo.

Di fronte al “Vizio di Forma”, cosa volete che conti  che pur di far approvare il PGT e di conseguenza i Piani Integrati, la precedente giunta di Desenzano abbia convocato il Consiglio a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’assemblea comunale, con una seduta che è durata ininterrottamente per giorni interi?

La vicenda è stata disapprovata dalla popolazione, tanto che i partiti politici e i personaggi della precedente amministrazione non sono stati rieletti, si direbbero scomparsi. La proceduradella votazione e approvazione del PGT è stata anche oggetto di esposti alla Prefettura di Brescia perché se ne verifichi la regolarità.

Potremmo continuare suffragando ancora di più l’importanza del “Vizio di Forma” di fronte alla quale rimaniamo inermi, ma non desideriamo tediarvi oltre. Vorremmo finire con alcune considerazioni. La crisi delle istituzioni italiane non si limita alla politica e ai partiti. Coinvolge l’intera amministrazione dello Stato e anche la giustizia. Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica così scriveva (27 aprile 2010):  “ Occorre adoperarsi per recuperare l’apprezzamento e il sostegno dei cittadini. E a tal fine la magistratura non può sottrarsi ad una sorta di riflessione critica su se stessa, ma deve proporsi le necessarie autocorrezioni, rifuggendo da visioni autoreferenziali … Non vanno dissimulate insufficienze professionali, né tollerati gravi casi d’inerzia o di cattiva conduzione degli uffici … della comune responsabilità istituzionale, nella consapevolezza di essere chiamati solidalmente a prestare un servizio efficiente, a garantire un diritto fondamentale ai cittadini … per aprire una nuova pagina, una nuova stagione nelle travagliate vicende della giustizia italiana. “

Vitaliano Esposito, Procuratore Generale, nella sua prolusione all’apertura dell’anno giudiziario 2009 tocca alcuni punti importanti: “Efficienza del servizio ed effettività dei diritti: sono questi i punti nodali della questione giustizia, all’interno dei quali vanno individuate le ragioni della crisi di identità del magistrato, per contribuire ad avviare – come ha indicato il Capo dello Stato – un confronto senza opposte pregiudiziali e posizioni rigidamente precostituite.” …” Il magistrato che applichi una norma priva di tali requisiti viola il principio della sicurezza giuridica dei cittadini, che è un principio-cardine di ogni società democratica.”…”Può dirsi, comunque, acquisita la consapevolezza, da parte della magistratura italiana, della impossibilità di continuare a utilizzare criteri interpretativi contrastanti tra di loro, o anche solo incongruenti, rispetto alle indicazioni provenienti dalla giurisdizione sovranazionale”…” Queste regole esprimono la stessa idea di fondo: che il processo è mezzo e non fine a sé stesso; che il criterio di effettività deve prevalere sul formalismo, nella valorizzazione dei principi del giusto processo .… “

Certo è più difficile ed impegnativo studiare l’insieme di una vicenda giudiziaria, piuttosto che non verificare l’esistenza di “Vizi di Forma”. Se il “formalismo”, come sottolinea Vitaliano Esposito, è la base della Giustizia in Italia, ebbene questa “Ingiustizia” va riformata, senza porvi alcun indugio. Altrimenti si vivrà nel sopruso. Sta di fatto che una delle bellezze d’Italia, il paesaggio, viene quotidianamente distrutto e nello stesso tempo l’ambiente in cui si vive si sta deteriorando. Viene da pensare a quanto scritto da John Steinbeck: “chissà perché il progresso assomiglia sempre di più alla distruzione” (Viaggio con Charlye) . Vi sono molti che lanciano l’allarme, ma di fatto nessuno agisce. In sostanza “parole al vento” e  “il vento non sa leggere” come intitola il suo romanzo Richard Mason. Impera la speculazione sui terreni che da agricolo vengono trasformati in abitativo.

Il cittadino, l’uomo comune, si sente avulso dalla realtà politico amministrativa, come se la gestione dello Stato e dei suoi servizi non lo prendesse in considerazione. Non soltanto i politici, i partiti, ma anche la burocrazia, la giustizia, oltre ai dirigenti degli enti di stato, vivono in una “Torre eburnea” completamente distaccati dalla realtà quotidiana. In quale altra nazione un  funzionario statale come Mauro Moretti (amministratore delegato di Trenitalia) potrebbe minacciare di sospendere il servizio dei treni locali (dando un termine con una precisa scadenza),senza che lo Stato intervenga?

Vorremmo chiudere questo nostro appello con le parole di S.S. il Papa Benedetto XVI: “… Non possiamo usare e abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell’uomo. … La creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata

ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore. … Questa responsabilità è globale, perchéconcerne tutto il creato, che non dobbiamo lasciare alle nuove generazioni depauperato delle sue risorse. …”

“… La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso. …”  (Estratto dalla “Lettera enciclica Caritas in Veritate”)

Ci rendiamo conto quanto questa nostra lettera sia “irrituale”, si potrebbe addirittura definire un concentrato di “irritualità”. Platone si domandava: “come è possibile trovare una giustizia oggettiva, superiore al mutevole interesse degli uomini ed ai rapporti di forza, rispettosa della verità oggettiva e della coscienza, suprema istanza morale dell’uomo?” Per la verità, dopo quasi duemilacinquecento anni, anche noi ce lo chiediamo: dove sta di casa questa Giustizia?

Porgiamo deferenti ossequi

Per il Comitato Promotore Parco delle Colline Moreniche del Garda

Il Presidente Emilio Crosato

Il Consigliere e Segretario Generale Gabriele Lovisetto

Il Consigliere per le relazioni esterne ed estensore di questa lettera aperta Antonio Scanziani Champ

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