L’opera “Il lottatore di sumo”

 “….. e come sindaco non ho alcuna intenzione di eliminarlo”. (vedi Giornale di Brescia del 07/ 08/ 2012)

 Queste le democratiche parole del sindaco di Sirmione di fronte alla raccolta di firme per la rimozione del “Lottatore di Sumo” dello scultore bresciano Stefano Bombardieri.

“Pietra & Co” ha inaugurato il 14/07, nella penisola catulliana, la mostra zoomorfa che si manterrà fino al 07/10, mostra che racchiude in sé il chiaro intento di sensibilizzare al rispetto del Pianeta Terra. “Il lottatore di sumo” è (o dovrebbe essere) l’opera d’arte che completa l’esposizione delle riproduzioni a grandezza naturale di noti animali che attualmente sono in pericolo di estinzione. Tale opera ha provocato un gran disappunto non solo tra i sirmionesi ma anche significative proteste da parte dei turisti. Alcuni uomini d’affari giapponesi in visita a Sirmione, di fronte al “lottatore di sumo” purtroppo non hanno capito il senso della scultura né l’intento della mostra forse anche perché troppo inorriditi per posarci più a lungo lo sguardo e troppo convinti di essere di fronte ad un loro simbolo disprezzato, messo sotto tortura o addirittura a morte per impiccagione. Chiarito il malinteso (già di per sé sufficiente a motivarne la rimozione) e scampato il pericolo di un incidente diplomatico, continua a far bella mostra di sé, si fa per dire, questo “ lottatore”. Il titolo dell’opera è: “Il peso del tempo sospeso”: il lottatore di sumo è una scelta obbligata perché grande grosso e perciò il più pesante rappresentante dell’uomo; è nudo o quasi e così: grande, grosso ma anche fragile ed in pericolo come tutti gli altri animali; sospeso nell’aria, greve come immobile Dubbio galleggiante tra spirali di fumo. “Il lottatore di sumo” ovvero “ il peso dell’angoscia di fronte al futuro incerto che l’uomo stesso ha creato con le proprie mani”. Niente dunque a che vedere con la vita sospesa ad un filo, con il fatalismo, ma piuttosto quest’opera, questa mostra, lancia un monito e ci esorta al rispetto dell’ecosistema e, conseguentemente, ci prospetta la speranza di essere ancora in tempo a salvare il Pianeta Terra e con esso gli esseri viventi che la abitano. Sicuramente è una mostra che continua a far parlare di sé ed è già un grande successo in barba alle critiche o grazie alle critiche. Anche l’approccio dei turisti di fronte alle riproduzioni degli animali merita una riflessione: tutti si fanno fotografare con queste “bestie”. Curiosa è, nello specifico, la reazione di fronte al Gorilla di piazza Castello: siatene certi, alla vista di questo insolito ospite, scompare anche il Castello Scaligero mentre tutti corrono dal Gorilla e si mettono in coda, attendendo pazientemente il proprio turno per scattare foto ricordo. Di fronte a questa opera ognuno fa a gara a chi fa le foto più spiritose, a chi è spudoratamente più sciocco e a chi mostra il peggio di sé.

L’esposizione è comunque interessante anche se il “lottatore di sumo” , al di là del lodevole messaggio che ci trasmette, appare di cattivo gusto e cosa non meno importante, sembra non piacere a nessuno. L’arte talvolta si burla di noi semplici spettatori mentre il valore di un’opera sarà riconoscibile solo in futuro. Non me ne voglia il Sindaco per questa sincera opinione, ma sarebbe auspicabile non imporre alla popolazione la vista di un’opera che non è gradita. Questo, non solo per il senso di libertà e di democrazia che l’arte ci insegna ma anche per rispetto verso quei cittadini che hanno sentito il bisogno di chiederne la rimozione ed anche per quelli che L’hanno votata in democrazia e che adesso, loro malgrado, si trovano obbligati a vedere, ogni qualvolta che ci passano davanti, questo “spettacolo”.

In fine, ogni controversia non dovrebbe ,sempre e per forza, sfociare in un braccio di ferro tra Amministrazione e Cittadini ma dovrebbe essere affrontata con una saggia mediazione.

M.W.

One Comment

  1. Lulù says:

    Indipendentemente dal valore dell’opera è un peccato che ci sia così tanta voglia di censurare ciò che non si capisce.
    Invece di lasciarsi suggestionare dal lavoro di Bombardieri, che può anche non piacere, i cittadini ne chiedono la rimozione togliendo di fatto a loro stessi la possibilità di vivere lo spazio pubblico in modo diverso dal solito.

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