Il Garda d’Europa tra tedeschi, stagionali e.. altri capannoni

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Sembra proprio avverarsi, e non a grandi linee, la previsione di certi organi di stampa tedeschi secondo cui, commentando il declino italiano, il Belpaese sarebbe diventato, in breve tempo, “il luogo di vacanze prediletto dei redditi medi del Nord Europa”. Il lago di Garda in questo parte già in vantaggio, meta turistica tra le più apprezzate da tedeschi e olandesi, che scendono dal Nord in auto (la Monaco-Brennero-Verona, strano a dirsi, è davvero un’autostrada veloce) per spendere i loro surplus di salariati medi. Un metalmeccanico tedesco infatti riesce a guadagnare da 2mila e fino a 3mila euro al mese, a cui si aggiungono i cosiddetti premi annuali, a dir poco consistenti se pensiamo ai bonus dei lavoratori dell’automotive, Daimler e Volkswagen in testa, che a causa dell’andamento più che positivo del settore nel 2012 hanno guadagnato un’extra compreso tra i 3500 e i 7000 euro. Senza dimenticare “i turisti del domani”, quelli che in Italia già arrivano e che sul lago si cominciano a muovere, quelli dei Paesi emergenti e dei BRIC Brasile Russia India Cina, con “un incremento dei flussi raddoppiato rispetto a quello europeo”.

Il lago di Garda sembra fatto apposta per questo tipo di turismo: ambientazione tra le migliori d’Italia, un paesaggio da togliere il fiato, una diffusa enogastronomia di qualità. A fronte di ciò il solito discorso, una gestione urbana e ambientale decisamente portata alla speculazione edilizia, che solo la crisi economica ha rallentato, lasciando però in eurovisione una vasta gamma di scheletri non finiti e non conclusi, capannoni e residence, villette e villone. Ci sono poi le nostre acque che necessitano di un urgente intervento, di difesa e di pulizia, magari con la costruzione di un nuovo collettore fognario sulla sponda bresciana.

Altra correzione già discussa, e che a molti residenti non è mai andata giù, è quella relativa ai diversi porti privati che hanno schiacciato gli ameni porticcioli che caratterizzavano le sponde lacustri, talmente affaticati dal cemento che fanno perfino fatica a riciclare la propria acqua interna. Per fortuna il vento non soffia sempre dalla parte del cemento armato, e negli ultimi mesi sono emersi alcuni segnali interessanti. Qualche esempio? Aver snidato almeno 400 falsi residenti nel Comune di Padenghe, una certa miglioria nel coordinamento tra le realtà comunali della Valtenesi, la riduzione (anche se minima) di sprechi e infinite burocrazie. Chiaro che il lavoro da fare è ancora molto.

In termini di buoni esempi ci sono i vari consorzi del settore agroalimentare, di certo un vantaggio anche quando si parla di promozione, di pubblicità, di festival e riconoscimenti. Al turismo che tante amministrazioni vorrebbero mancano però le adeguate strutture ricettive, in cui troppo è ancora lasciato all’iniziativa di singoli imprenditori che, come ripetuto da più di un sindaco, “lavorano bene nel breve periodo ma alla lunga lasciano tracce di bassa produttività e bassa efficacia”. Un po’ di solidarietà infine per i numerosissimi lavoratori stagionali, struttura direi portante del turismo gardesano, tanti giovani e tanti stranieri, spesso a controllo e diritti zero.

Qui ci vorrebbe quel sindacato che anche in questo caso appare in estremo ritardo. Siamo in piena economia del declino, mai come ora abbiamo bisogno di solidarietà. Soprattutto per quelli che lavorano con paghe che oscillano tra i 5 e i 10 euro all’ora, magari pure in nero.

Alessandro Gatta

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