MISTERI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: HITLER,UFO FASCISTI E TESORI NASCOSTI SUL GARDA

Lo stesso generale Eisenhower, comandante in capo delle truppe alleate anglo-americane vincitrici della Seconda Guerra Mondiale,era dubbioso. Secondo lui, il Fuhrer della Germania Nazista,il criminale Adolf Hitler, l’uomo che aveva trascinato il suo paese e il mondo intero nel più sanguinoso conflitto della storia umana, responsabile dello sterminio di milioni di ebrei,non era ancora morto,suicidandosi nel suo bunker occultato sotto le macerie di una Berlino in fiamme,il 30 Aprile 1945. Anche il leader dell’URSS, Iosef Stalin, altro vincitore del conflitto, era della stessa idea, tanto da richiedere l’istituzione di un “Dossier Hitler” per mettersi sulle tracce del dittatore tedesco, forse fuggitivo verso mete lontane come tanti altri criminali nazisti. Gli avvistamenti furono numerosi,ma uno ci interessa più degli altri. Come riportato persino dalla prestigiosa testata giornalistica americana“WashingtonPost”, il perfido Adolf Hitler venne ripetutamente avvistato nell’Alto Garda, tra Tignale e Gargnano! Fu descritto come una sorta di eremita, fuggiasco e guardingo, nascosto all’interno di una o più grotte della zona. Naturalmente non fu mai acciuffato, ma la notizia dimostra come vi fosse una vera e propria psicosi nel vedere Hitler dappertutto nel dopoguerra.

 Non meno straordinari ed interessanti,ma decisamente più reali e verosimili, altri “misteri” gardesani della seconda guerra mondiale. Il nostro lago si era trovato di colpo ad essere di fondamentale importanza sullo scacchiere strategico mondiale. Sulle sue rive, si era infatti costituita la repubblica fascista di Salò, satellite del III°Reich. Vi si era insediato il Duce in persona, a Gargnano, a ridosso di quell”Alpen Vorland” di recente costituzione, che annetteva Friuli e Trentino Alto-Adige alla Germania. Le graziose cittadine rivierasche si trovarono così ad ospitare di colpo ministeri e comandi militari. A Desenzano del Garda, ad esempio, venne a trovarsi il Comando Italiano delle SS,il Ministero della Marina, nonché l’esecrando Ispettorato della Razza, artefice delle deportazioni nei campi di stermino di migliaia di ebrei italiani. Le gallerie dell’Alto Garda, invece,vennero trasformate in fabbriche di armamenti bellici e ordigni, protette da un immensa barriera di rocce. Qui venivano prodotte, per i repubblichini e i nazisti, equipaggiamenti convenzionali ma anche alcune famigerate e segrete”armi segrete”. Moltissime grandi industrie italiane impiegate nello sforzo bellico, come Fiat, Alfa Romeo, Ducati, l’Isotta Fraschini, le officine Reggiane, Beretta, si rifugiarono nelle gallerie stradali del lago di Garda o nella gallerie Caproni a Torbole. Qui vennero prodotti aerei a reazione,le famigerate V1 e V2, addirittura piccoli e avveniristici sommergibili, varati proprio nel porticciolo di Torbole.

Apparecchi che se fossero stati prodotti in tempo per le truppe dell’Asse,avrebbero potuto ribaltare le sorti della guerra. Ma il più grande enigma di tutti, fu il cosiddetto “Disco Volante” di Riva del Garda. Frutto del lavoro dell’Ing. Giuseppe Belluzzo e del team di scienziati delle SS del Projekt Flugkreisel, utilizzando misteriose tecnologie di cui non si conosce la provenienza (si parlò addirittura che i nazisti e i fascisti avessero messo le mani sul relitto di un UFO precipitato pochi anni prima), questo stranissimo e avveniristico velivolo, venne alla luce sulle rive del nostro lago,per poi sparire nel più fitto dei misteri. Un altro dei prototipi nazisti su cui gli alleati probabilmente misero le mani alla cessazione delle ostilità.

 Ma le armi segrete e i misteriosi oggetti volanti della guerra, non furono gli unici misteri lasciati dai nazisti durante il loro turbolento passaggio nella nostra zona. Si vocifera che le truppe tedesche, prossime alla disfatta, avrebbero nascosto ingenti quantità di lingotti d’oro, gioielli, valuta pregiata, nonchè documenti “top secret” in gran numero in alcune località del lago. In vista del “Gotterdammerung”, il crepuscolo degli Dei, quelle ricchezze avrebbero consentito in futuro la resurrezione del Reich e del nazismo.Cosa che fortunatemante non accadde. Oltre alle già notissime “casse del Duce” inabissate prima della sua fuga a largo di Gargnano, oltre all’ipotesi di un ingente tesoro nascosto nell’isola-casamatta di Trimelone nell’Alto Garda,è lo stesso Arrigo Petacco,uno dei più famosi ed autorevoli storici italiani, a raccontarci nel suo libro “Italia Terra di Tesori”, di come, poche settimane prima del 25 aprile, immense ricchezze, frutto delle razzie dei tedeschi in Italia, furono occultate nel castello di Desenzano.

Il vetusto maniero infatti,negli ultimi convulsi mesi della guerra,era stato adibito ad uffici per ufficiali col compito di tenere la contabilità e corrispondere le paghe delle armate coinvolte sul fronte italiano. I militari erano acquartierati negli antichi edifici e ne utilizzavano i vasti sotterranei per ripararsi durante gli attacchi aerei alleati, che diventavano ogni giorno più frequenti. Poco prima del definitivo collasso del fronte, avvenne un fatto eccezionale: nel castello giunse un colonna corazzata, protetta da uomini delle SS e della Wehrmacht. Di fronte agli occhi di pochi testimoni, decine e decine di casse, contenenti una gran quantità di lingotti d’oro e faldoni di documenti, vennero scaricate dai convogli e quindi nascoste nel dedalo di antichi cunicoli e vani sotterranei al di sotto della fortezza e di parte del vecchio centro abitato. Un tesoro di straordinario valore,nascosto per impedire che potesse cadere nelle mano delle divisioni americane ed inglesi, in rapida avanzata o delle formazioni di partigiani che ormai imperversavano in tutta la pianura padana. Non venne mai ritrovato, neppure a guerra cessata. Questo favoloso “Oro dei Nazisti” ancora attende un fortunato e coraggioso scopritore che abbia il coraggio di addentrarsi nelle oscure gallerie del Castello di Desenzano.

 Armando Bellelli

 

 

 

One Comment

  1. pirate bay says:

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