Lonato sotterranea: cunicoli e misteri della Rocca

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Da sempre , nei racconti degli anziani di Lonato, si vocifera di leggendari cunicoli, gallerie, passaggi segreti e ambienti ipogei nel sottosuolo del paese. Un intricato dedalo sotterraneo a molti metri di profondità sotto piazze e vie cittadine. Camminamenti nascosti, forse antiche vie di fuga per i signori della Rocca o rifugio per la popolazione durante i numerosi episodi bellici che hanno interessato la zona nei secoli. Abissi oscuri e inesplorati, che non si sa né dove inizino né dove finiscano. Nessuno ne conosce la natura e l’unico indizio della loro esistenza,al di là della leggenda,sono gli occasionali crolli e voragini che di tanto in tanto si creano quando la volta di uno dei cunicoli,indebolita dall’acqua e dalle vibrazioni,collassa su se stessa.

Sembra che si trovino un po’ dappertutto nel territorio comunale: sotto il centro storico, nei pressi della Cittadella e del Filatoio, a Drugolo, Maguzzano etc. I racconti a riguardo sono numerosi e per quanto siano spesso pieni di inesattezze o poco chiari, celano quasi sempre un fondo di verità.

La curiosità e il desiderio di far luce su questo scenario insolito è leggendario ha dato finalmente vita ad un progetto di ricerca e studio. ”Lonato Sotterranea”, questo il suo nome, si prefigge di esplorare, studiare, documentare e valorizzare quanto si nasconde nelle profondità della zona.

Un progetto promosso e portato avanti da gruppo e associazioni culturali, quali Xplora, dell’autore di questo articolo e del regista bresciano Stefano Urso, Geographical Research, fondata dallo speleologo Michael Bolognini di Busto Arsizio e il TESES di Luigi Bavagnoli di Vercelli, partner ufficiale della trasmissione televisiva “Mistero” di Italia 1, con il supporto e l’appoggio della prestigiosa “Associazione Storico Archeologica La Polada di Lonato”, presieduta da Damiano Scalvini. Partecipano all’impresa con il loro prezioso contributo gli speleologi bresciani Diego Vezzoli e Adriano Bresciani , nonché l’archeologo castiglionese Andrea Bellandi.

In questo momento “Lonato Sotterranea” in fase iniziale: vista la complessità del caso, si stanno raccogliendo più informazioni possibili sia da fonti storiche, sia, fondamentali, da segnalazioni di privati. Sono stati effettuati alcuni primi sopralluoghi ed esplorazioni, con risultati decisamente incoraggianti ed importanti. Sono stati documentati dei vasti ipogei utilizzati come rifugi antiarei.

Nei pressi di San Polo, all’interno di Villa Scalvini, ormai in rovina, si erano trasferiti il Ministero della Marina della Repubblica Sociale Italiana e alcuni reparti della X°Mas, il corpo militare guidato dal principe Borghese. Da testimonianze abbiamo scoperto come l’intera area e i campi adiacenti fossero occupati da molte baracche per ospitare i fanti di marina. In caso di attacco aereo,questi correvano a rifugiarsi in una grande galleria attraversante una collina da parte a parte.

Conosciuto da pochi,questo bunker è in perfetto stato di conservazione ed è ancora percorribile in tutta la sua lunghezza. Ben più sconosciuto invece,tranne che da pochi anziani,un vasto ed imponente ambiente sotterraneo,anch’esso esplorato e documentato da noi per la prima volta dopo molti decenni. Si tratta di una altro grande bunker antiaereo, nei pressi della stazione ferroviaria,che si estende sotto abitazioni e strade.

Ancora una volta , serviva a mettere a riparo i funzionari e i militi ospitati in una sede distaccata del Ministero della Marina all’interno di una villa nelle vicinanze. Grazie a ricerche storiche,è stato possibile datarne la realizzazione, tra febbraio e marzo del 1945, quando i bombardamenti alleati erano ormai all’ordine del giorno. Ogni giorno, auto e persone vi passano sopra ignorando il mondo sotterraneo al di sotto.

Lonato durante la guerra era di fondamentale importanza strategica,sede di ministeri,aeroporti militari e alti comandi e queste grandi strutture sotterranee lo comprovano.

Grazie alla disponibilità della Fondazione Ugo da Como, che ha concesso l’autorizzazione , fra breve le indagini e le ricerche si concentreranno alla Rocca Viscontea, al di sotto della quale esistono grandi ambienti non del tutto conosciuti. Muniti di georadar, scandaglieremo l’intera struttura , nell’eventualità che esistano stanze murate e sconosciute ed esploreremo le grandi cisterne e i profondi pozzi, le cannoniere, le casamatte e i camminamenti coperti, documentando il tutto.

Un progetto articolato e a lungo termine,vista lo straordinario scenario che si sta prospettando e che regalerà sicuramente grandi sorprese e soddisfazioni.

Il nostro scopo principale è quello di fornire alla comunità una dettagliata descrizione degli aspetti meno conosciuti della storia di Lonato attraverso la documentazione di questi leggendari cunicoli, valorizzando il patrimonio culturale di questa splendida cittadina.

Per questo chiediamo l’aiuto ai lonatesi, affinchè tramite segnalazioni all’indirizzo email lapolada@yahoo.it,ci possano fornire preziose informazioni per portar avanti l’impresa,ricordando gli antichi racconti dei nonni e dando una controllata agli strani passaggi che magari dipartono dalle proprie vecchie cantine. L’esplorazione continua!

Armando Bellelli

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