Della cultura e dintorni, che dilemma…

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In realtà non si tratta di un dilemma vero e proprio, ma di un problema: organizzare eventi a Desenzano, come in molti altri posti, è molto difficile. Questa vuole essere una riflessione e un appello affinché si possa trovare un modo per ovviare alle grandi difficoltà che persone e persino associazioni trovano nel poter presentare alla cittadinanza i risultati dei propri sforzi. Prima di tutto una considerazione: Desenzano vanta quantitativamente (e anche qualitativamente, per carità) rassegne culturali di tutto rispetto, basti pensare a Inventari Superiori o alla stessa stagione bandistica, attività consolidate e importanti, ma che soffrono di una caratteristica che a molti forse  possono sfuggire, ma agli “addetti ai lavori” no, sono consuetudinarie. La verità è che la cultura si è stratificata ovunque e le manifestazioni tradizionali hanno soppiantato da tempo gli eventi scaturiti quasi dal nulla, o improvvisati, eventi che tuttavia, quando presenti, riscuotono molto il successo del pubblico. Un esempio su tutti: gli spettacoli di giocoleria che vengono fatti in piazza a Desenzano, che attirano sempre un gran numero di persone “di passaggio”, quindi anche turisti, che se trovano una barriera nella lingua utilizzata, non la trovano certo nella mimica o nella facilità di comprensione di questa attività, specialmente dalla parte dei bambini. La cultura dev’essere anche aggregazione spontanea, non solo volontaria, altrimenti si rischia che rimanga per sempre patrimonio dei pochi, pochi che si interessano di leggere il calendario degli eventi sul sito del Comune, o che comunque hanno la disponibilità, in quanto cittadini, di riuscire a partecipare agli eventi. Io invece voglio spendere una parola per quelle migliaia di turisti che visitano ogni anno Desenzano e che ogni anno si ritrovano spaesati, ma sorridenti, in mezzo a una festa o a una sagra. Per caso, non per intenzione. Queste persone non possono che capitare in un evento, difficilmente scegliere di parteciparvi, ma contribuiscono in maniera preponderante alla ricchezza della nostra città e forse al mantenimento in vita del nostro centro storico. Ergo, inviterei in primis l’Amministrazione, che di cultura immagino si voglia occupare e in secundis le associazioni e i gruppi culturali, a sedersi attorno a un tavolo ed elaborare metodi che facilitino l’organizzazione di questi “sit in” improvvisati, senza dover ricorrere a complicate (e costose) trasferte burocratiche per poter portare in piazza cultura e, perché no, anche divertimento. In fondo quasi nessuno lo fa per soldi, quindi perché non approfittarne? Usateci, dannazione.

Silvio Carnassale

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