PDL cercasi, rottamasi o formattasi?

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Molti filosofi del Rinascimento sostenevano la corrispondenza tra macrocosmi e microcosmi. In effetti, politica locale e nazionale spesso sono l’una riflesso dell’altra. Io forse ho mangiato pesante una di queste sere, ma mi sono apparsi in sogno, anche se è un po’ presto per il Natale, il fantasma del PDL passato, quello del PDL presente e quello del PDL futuro. A pensarci bene, a considerare con attenzione gli ultimi due, si capisce che siamo nel mondo della fantasia. Guardiamo il macrocosmo. Casini da “Porta a Porta” del 22 ottobre dichiara che la ricerca dell’uomo forte sembra un danno per il paese, legato a perpetrare l’errore della Seconda Repubblica. Secondo lui infatti, non serve. Ma l’uomo forte lo cercano un po’ tutti, o almeno lo evocano nei comportamenti: Grillo nuota nello stretto, come Mao, fa notare con un po’ di malizia il servizio di Vespa, Renzi sventola vessilli di guerre civili (potenziali?) con auto rottamate, anzi auto-rottamati (Veltroni sicuro, D’Alema dipende). Al PDL, in attuale stato formattazione, così dicono, mancherebbe l’uomo forte, a meno che il Cavaliere con le sue amazzoni…. “Beh – ti senti dire da alcuni per battuta, credo – se perde le primarie Renzi, candidiamo lui!”. Vediamo il microcosmo. A Desenzano il PDL dov’è? Cosa sta facendo? In consiglio Emanuele Giustacchini, che ricordiamo essere l’unico consigliere eletto, a volte, a volte ripeto, non SEMPRE,  non c’è. Il beneficio del dubbio, che possa aver avuto una buona ragione per non esserci, io a lui lo concedo. Se gli è stata più volte concessa fiducia dagli elettori,  del resto,  un motivo ci sarà. Ma sinceramente non credo che sia questo il segno del poltergeist pidiellino. Aspetta. Aspetta cosa? Aspetta a scegliere il candidato sindaco (è il fantasma del passato a dirmelo) e poi, scelto all’ultimo, non arriva (o non lo fa arrivare) al ballottaggio. Acqua passata, ci sta. Aspetta a fare qualcosa piuttosto. Feltri fa notare che il bacino di elettori di centrodestra è “rimasto intatto”, semmai non andranno a votare. Esatto, se manca l’uomo forte, se non c’è un progetto etc. Ci ricorda sempre il microcosmo: la metà dei desenzanesi se ne sta a casa. Certo, non è scontato che fossero TUTTI di centrodestra, né tanto meno del PDL, che non ha il monopolio della destra moderata. Ora paga di fatto le sue stesse origini, e i nodi sono venuti al pettine: è vero che Berlusconi lo ha portato a governare, ma a che prezzo? Nella Casa delle Libertà sono confluiti ex DC, ex socialisti (per lo più Craxiani), la destra di AN/MSI, qualche liberale (loro sono sempre troppo pochi), forse qualche repubblicano, qualche radicale persino. Un tempo bastava la DC con i socialisti, e liberali/repubblicani/socialdemocratici. Erano i vari tri- quadri- penta partito, i governi bis e i favolosi governi balneari. Le ideologie sono tramontate e i tempi cambiati, constato ma non concordo, le identità di allora non ci sono più (ma almeno sapevi cosa votavi!)… ma credo risulti comunque evidente che non è facile tenere insieme un partito con tendenze tanto differenti, se non col potere stesso. Tendenze già, perché di “correnti” nel microcosmo PDL guai a parlarne, “non c’è nessuna corrente”, salvo poi che se prendi 12 candidati trovi 12 concezioni e posizioni differenti.  Cosa ci si deve aspettare, uno scioglimento? Un rinnovamento? Una formattazione? O una diaspora?  Il centrodestra dovrebbe dare almeno segni, anche piccoli, della sua esistenza. A chi li ha votati se non altro.  Perché, e mi sembra l’opinione di molti, si ha l’impressione che chi era candidato, ed escludo i giovani, ha intenzione di starsene in silenzio per quattro anni e saltar fuori dal cilindro alle prossime elezioni…

 

Sergio Lingeri

One Comment

  1. Savi scrive:

    Rottamasi la Politica e i Politicanti di Carlo Cecaro e Jonny Frog

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