Intervista a Roberto Baldazzini, grande maestro del fumetto erotico!

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Esiste secondo te una differenza tra genere erotico e porno? E se si qual è? Tu come ti definisci?

 Fino a qualche tempo fa avevo le idee chiarissime: il porno è mostrare la penetrazione, l’erotismo no! Adesso mi sento di dire che la pornografia è un sistema mentale che coinvolge autore e fruitore sull’intesa di reiterare un modello (mentale). Quando si parla di eros può essere alla stregua di un feticcio e spesso diventa un’ossessione erotica (parlandone in senso buono…) sia per chi lo crea che per chi lo fruisce! Che valga per un capo d’abbigliamento, che per una particolare anatomia o un’azione, sempre di ossessione si parla. Ho lavorato molto nel campo del fetish prediligendo l’abbigliamento e disegnando dei personaggi che incarnavano le figure delle vittime e quelle dei carnefici. Trovo che il binomio sadomachista è una buona palestra per comprendere se stessi, perchè, a nostra volta, un po’ tutti siamo vittime e un po’ tutti siamo carnefici. La mia definizione ideale l’ho coniata diversi anni fa quando realizzai insieme a Celestino Pes “La Fortezza del Dolore”, ciò che ho rappresentato spesso è stato “l’erotismo della pornografa”! Ma credo che alla fine la mia sia stata più un’indagine, come avrebbe fatto il detective Marlowe, che un lavoro, insieme a una piacevole (very hot) immersione nel campo dell’eros! Tirando le somme direi che non c’è differenza tra erotismo e pornografia, la differenza nasce sulla qualità di come viene trattato l’argomento, di come viene analizzato e proposto dall’autore.

Il tuo stile è molto personale: di fronte a un tuo disegno è possibile dire “è Baldazzini!”. Come lo hai sviluppato? Hai avuto influenze?

 Credo che sia come forgiare una lama e imparare ad usarla, la mia è molto affilata, continuando nella metafora, c’è voluto molto tempo per saperla usare bene e perchè fossi soddisfatto del mio stile nell’usarla! Il pennello è sempre stato il mio strumento, la mia “arma” professionale per eccellenza insieme a una ricerca sull’equilibrio tra bianchi, neri e grigi. Il colore si è aggiuto solo di recente, ma ha rappresentato più un attimo fuggente che la mia vera anima. Ho scelto il pennello per la sua morbidezza sul foglio, per la nettezza del tratto. La più consistente influenza deriva dal grande Magnus, ma essendo stato un divoratore di fumetti, da tanti altri ho attinto suggestioni e tecniche, soprattutto dai classici americani, e ancora adesso mi sento influenzato da giovani autori che vedo per la prima volta. Quando parlo di influenza intendo che rimango affascinato soprattutto da certe anatomie, sintesi grafiche, regie e a volte narrazioni particolari!

Credi che esista un disegno specifico adatto a un genere specifico?

 In linea di massima sì, ma credo che l’autore abbia quasi la “missione” di spingersi a indagare dove il proprio stile possa arrivare nella rappresentazione! Ad un certo punto, per me, era diventato necessario raccontare di personaggi femminili, e così è stato. Credo di portare il mio esempio personale dicendo che la combinazione del mio stile con le figure e le storie che ho raccontato ha funzionato. Come autore sono stato “guidato” da una carica espressiva che mi ha portato verso certe immagini. Nello stesso tempo esplorare nuove conbinazioni e immaginari credo sia indispensabile per trovare linfa nuova e scoprire i limiti delle proprie possibilità espressive.

Il sesso ancora adesso è un argomento di cui molti non amano parlare, se non addirittura se ne vergognano… di sicuro è privato. Nel tuo lavoro quanto scindi l’artista dall’uomo?

 Ho avuto molte difficoltà a scindere l’uomo dall’artista, d’altra parte se ciò fosse stato ci troveremmo di fronte a una produzione artistica più fredda e senza reali intenzioni di ricerca stilistica. Solo l’amore verso la propria opera produce bellezza, armonia ed equilibrio. Che abbia trovato nell’eros motivo di narrazione mi sembra quasi un processo naturale, l’eros è creatività, è vita, che cosa genera la vita se non l’eros? Ho indagato dei processi estremi nell’ambito dell’erotismo, ma credo di averlo fatto con una certa eleganza e di questo ne vado fiero. Mi sembra che al giorno d’oggi di privato rimanga ben poco, solo chi si eclissa in una sorta di eremitaggio forzato forse si può dire al sicuro da occhi indiscreti e ingerenze esterne. Trovo comunque un aspetto positivo della vita condividere esperienze e stati d’animo personali: è una maniera per mettersi in contatto con gli altri, con il mondo. Nello stesso tempo però è necessario costruire una solida intimità con se stessi e con il proprio partner.!

 Tu guardi materiale pornografico?

 Sì, sempre visto e continuo a guardarlo.

 Ormai di sesso se ne vede un po’ dappertutto… pensi che il limite dei 18 anni sia ancora valido, o lo modificheresti?

Non so risponderti, ognuno scopre il sesso quando arriva il momento, censure e proibizioni hanno la tendenza a procurare l’effetto contrario: un grande desiderio di scoperta!

 Hai mai avuto problemi con la censura nella tua carriera? E in generale cosa ne pensi del concetto di censura?

 Molto probabilmente qualcuno mi ha censurato e continua a farlo discriminando le immagini e le storie che ho creato…ma nessuno me lo ha detto apertamente e allora questo fatto mi fa pensare che esista un atteggiamento ipocrita nei miei confronti e mi dispiace, ma d’altra parte io rispetto la suscettibilità di chiunque nel leggere le mie opere!

Hai più apprezzamenti da parte degli uomini o delle donne?

Da entrambi.

 Dagli anni ’70 fino a qualche anno fa in Italia c’erano riviste di fumetto erotico e per adulti, anche di grande qualità. Ora sembrano essere sparite, o comunque in netta crisi. Come ti spieghi questa mancanza di mercato?

 Ora il problema è più generale: la crisi del fumetto esiste! Negli anni sono cambiati i moduli e cambiano ancora, una rivista come 20 anni fa è difficile da riproporre. Come mi diceva qualcuno di recente: “è solo problema di contenuti” …e il gioco è fatto. Indubbio che i giovani, oggi, scoprano l’eros attraverso la rete, prima che sulla carta stampata, come ha fatto la mia generazione, e questo senz’altro andrà a influenzare le scelte “narrative” di queste generazioni. Credo che il problema sia il supporto, la carta non sembra avere futuro, ma anche la rete corre il rischio di bruciare qualsiasi proposta editoriale nel momento stesso in cui compare, voglio dire che il tempo di fruizione della carta stampata è interiorizzazione, mentre con una lettura per il web non si ottiene lo stesso effetto, secondo me avviene il processo opposto cioè quello di esteriorizzazione, nel senso che non c’è “tempo” di analizzare ciò che si fruisce e quindi non si interiorizza nulla! Il mio timore sta nella non-valorizzazione di ciò che viene archiviato in digitale: non è la stessa cosa inserire un e-book o un film in una cartella virtuale invece che infilare una custodia o un volume nella propria biblioteca, anche se oggi lo facciamo contemporaneamente, un domani quel gesto scomparirà… Ritengo che sia ancora possibile fare proposte editoriali, tra il cartaceo e il digitale, ecco, forse, parlando di contenuti, potrei dire: parliamo di eros, ma parliamone da un punto di vista “critico” e tentiamo di scoprire che cosa sta succedendo oggi!

 E per quanto riguarda i disegnatori erotici, sono ormai pochi anche quelli?

 Mi sono iscritto da poco su facebook e questo mi ha permesso di scoprire talenti straordinari (parlo in generale), o almeno di seguirli più da vicino. Autori che non avrei mai conosciuto se non battendo palmo a palmo le fumetterie più rifornite. Quindi mi trovo a dire che basterebbe fare una proposta editoriale nuova che ne uscirebbero tanti e potrei dire tante, perché, se fino all’altro giorno erano pochissime, ora le disegnatrici/ autrici femminili sono veramente tante e bravissime.

Un “collega” che stimi?

 Potrei dire Giuseppe Manunta, che si è trasferito in Francia, come altri…triste. Ma non ce n’è uno solo e la cosa che faccio è quella di “guardare” tra le nuove generazioni! Se parliamo di qualità erotiche citerei per primo Adriano de Vincentiis, poi Alessandro Scacchia e Andrea Camic, ma anche Livio Labuz… tra le femmine Laura Braga, Vanessa Santato, Michela Cacciatore, Cristina Fabris…  e altre.

a cura di Sergio Lingeri

immagini per gentile concessione di Roberto Baldazzini

www.robertobaldazzini.com

L’intervista è disponibile su cartaceo anche su Comics Fucktory 2 (www.cyranocomics.blogspot.it)

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