Terme anche a Desenzano? «Un’opportunità (soldi, e tanti) da sfruttare»

Vò2

Le potenzialità non sfruttate di quella che potrebbe essere una storica novità eppure tanto attesa, il termalismo a Desenzano come alternativa all’attuale monopolio targato Terme di Sirmione SPA, lo stabilimento di Catullo e tutti i suoi derivati, tre grandi alberghi (Grand hotel Terme Sirmione e Fonte Boiola) attrezzati, al loro interno, con specializzati reparti termali, a cui si aggiunge il più recente stabilimento ‘balneare’ alle Colombare, le Terme Virgilio, e il “magnifico” centro benessere Aquaria, per un totale di quasi 500 addetti in piena stagione.

Una storia che comincia nel 1889 quando un palombaro veneziano di nome Procopio, attrezzato di pompe e scafandro, raggiunse finalmente la celebre sorgente Boiola, già nota nel 1500, un ritrovamento che in poco più di 10 anni fece aprire, proprio a Sirmione, “il primo semplice albergo dove si potevano fare bagni terapeutici”. Se ne è parlato la scorsa settimana, alla Fraglia di Desenzano, nel corso dell’incontro che guarda caso è stato intitolato ‘Termalismo a Desenzano, occasioni concrete di sviluppo e lavoro’, organizzato ‘a quattro mani’ dalle associazioni Agorà e Corriere del Garda.

Esiste una linea subacquea, una vena d’acqua termale che a quanto sembra sotto sotto è in pieno territorio desenzanese, e infatti in tempi non troppo remoti (le date topiche sono il 1982 e il 2008, gli assessori di riferimento Giorgio Fezzardi e Paolo Abate) si parlò davvero di un possibile sfruttamento, per poi invece rimandare tutto al giudizio dei posteri. Ma ora, questo quanto emerso dal partecipato incontro di martedì 27 novembre, l’attualità rimette tutto in carreggiata, e sembra che perfino dall’amministrazione comunale il vicesindaco Rodolfo Bertoni non abbia escluso un futuro coinvolgimento.

“La nostra è una proposta che quasi è già un progetto – ci racconta il presidente dell’associazione Il Corriere del Garda, Ugo Andreis - ma deve essere il Comune a fare da capofila, è l’amministrazione pubblica che gestisce il bene pubblico, e il bene pubblico è fatto anche di acqua, di aria e di suolo. L’acqua termale c’è, appurata e garantita, nella zona di San Francesco: mi sembra assurdo non accedervi per poi utilizzare tale ricchezza”.

Certo non è facile competere con un colosso come le Terme di Sirmione, ma “se il Comune facesse la sua parte si potrebbe anche ipotizzare un parco termale, alla Colà di Lazise, che so una piscina con bagni terapeutici, e tutti i benefici che potrebbero derivare dalle acque sulfuree”. Ma, ancora Andreis, “è chiaro che deve essere l’amministrazione di Desenzano a guidare la giostra, a prendere in gestione la faccenda e poi distribuirla, darla in concessione, darla in appalto”.

Alessandro Gatta

per concessione www.bresciatoday.it

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design