Politiche 2013, Chiara Moroni: «A nessuno piace pagare le tasse»

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La Provincia di Brescia, da sempre, dà un grosso contributo all’industria del Paese, ma anche lei oggi deve a fare i conti con aziende che chiudono e posti di lavoro che si volatilizzano. “L’estrema finanziarizzazione dell’economia ha favorito la crisi; qua – dice l’On. Chiara Moroni, candidata alla Camera con Futuro e Libertà – dobbiamo difendere un’economia vera, con un’industria vera, una produzione vera e posti di lavoro veri”.

Parlando di economia, Moroni, senza togliere che l’illecito vada perseguito e la salute delle persone tutelata, parte da una domanda: “Ilva, Monte Paschi di Siena, Eni, Finmeccanica: cosa sta succedendo al sistema economico di questo Paese?”. Etica internazionale da una parte, magari a partire dall’Europa, sostegno alle imprese dall’altro. “In alcuni Paesi – dice – è piuttosto labile il confine tra mediazione internazionale e mazzetta, ma è fondamentale che ci sia una garanzia di trasparenza nelle aziende a partecipazione pubblica: gli illeciti vanno perseguiti. Lo Stato deve dare un’indicazione e il sostegno al settore produttivo, io ho il timore che il Paese si stia deindustrializzando. Non si può soprassedere sulla salute di cittadini e lavoratori, ma la chiusura dell’Ilva, per esempio, favorirebbe la Cina e il Giappone per la produzione di ferro”.

La politica deve permettere alla magistratura di lavorare, ma deve anche tornare a fare una vera politica economica. “Non dico interventismo, ma una presenza statale in settori strategici come succede per esempio in Inghilterra e Germania, dove lo Stato investe per sostenere il sistema produttivo”. La politica, si sa, deve pur fare provvedimenti seri, magari impopolari. Talvolta serve, ma poi? “È chiaro che a nessuno piace pagare le tasse, men che meno l’Imu, ma era stata introdotta in una situazione emergenziale: con la Bce sono stati concordati accordi duri, ma mai duri come se li avesse imposti il Fondo Monetario Internazionale, come in Grecia. L’Iva non va aumentata e l’Imu va rimodulata sul tipo dei quozienti famigliari e vanno rivisti anche gli estimi catastali: il fisco deve essere equo”.

Per sostenere il mondo del lavoro il nuovo governo dovrà ridurre il cuneo fiscale per chi assume giovani e donne, ridurre la pressione fiscale su aziende e cittadini: “Se non riparte la domanda, non riparte la produzione e quindi l’occupazione”. Però non basta. Serve dare la possibilità di credito alle aziende, ma in particolare gli altri due passi per risollevare la china sono: nuovo patto sociale e risorse dalla lotta all’evasione fiscale. “È sbagliato – spiega Moroni – dividere la società in buoni e cattivi, si creano tensioni e si favorisce il populismo demagogico, che è quello che sta facendo Grillo nelle piazze. La politica deve assumersi la responsabilità di un nuovo patto sociale, fondato sulla collaborazione dell’intera popolazione per il rilancio del Paese: una nuova collaborazione sociale per far ripartire il paese. I 120 o 140 miliardi di euro di stimata evasione corrispondono a 3 o 4 finanziarie… hai voglia di parlare di riduzione fiscale, del cuneo… se è vero che nel breve periodo si può contrarre l’introito fiscale, nel lungo periodo darà risultati. Se posso dedurre la fattura dell’idraulico, chiederò la fattura all’idraulico”.

 

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