Desenzano, una mensa di polemiche: 120 firme contro «il cibo pessimo»

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Minestra ‘slavata’, e con poca pasta, salsa di pomodoro ‘all’americana’, versata sugli spaghetti direttamente dalla bottiglia, una pizza gommosa, porzioni così ridotte che “in alcuni casi le maestre hanno dovuto cedere la propria porzione ai bambini”, gli stessi che addirittura preferirebbero mangiare in bianco, pur di evitare i condimenti della mensa delle scuole elementari di Desenzano del Garda. Queste solo alcune delle sensazioni raccolte dal sempre attivo consigliere d’opposizione Paolo Abate, riordinate e presentate in forma di lettera indirizzata all’amministrazione comunale, con tanto di 120 firme allegate in sette fogli, mamme e papà che prima pensavano a dei semplici capricci e che poi invece hanno fatto i conti con l’oste: “Indagando tra di loro, i genitori hanno confermato che la qualità del cibo è veramente scarsa”, in alcuni casi viene servito addirittura freddo.

Alle scuole elementari una mensa che divide, un servizio assegnato “in esito a gara d’appalto ad evidenza pubblica” alla ditta Euroristorazione srl di Torri di Quarterolo, con subentro avvenuto l’8 gennaio scorso, “ad anno scolastico da tempo avviato”. A sentire le impressioni mamme e babbi divisi a metà, tra chi la mensa l’apprezza così com’è e chi invece partecipa alle emozioni della prole propria, e di questa mensa non ne può davvero più.

Puntuale la replica dell’amministrazione, con le parole dell’assessore Antonella Soccini: “Una mensa di qualità, controllata e trasparente”, si legge in una nota ufficiale, che prosegue poi su sopralluoghi, schede di valutazione “inoltrate quotidianamente per almeno 15 giorni consecutivi”, su “aspetti organizzativi migliorabili ma fisiologici nella fase d’avvio di un servizio”, che nel complesso comunque sembra risultare “conforme alle specifiche prescritte dalla normativa vigente”.

Insomma, prosegue Soccini, anche per quanto riguarda il mero quantitativo di cibo ‘emesso’, “si precisa che le stesse (porzioni, NDR) sono conformi a quanto stabilito dall’ASL di Brescia”. Niente da dichiarare, tutto rimandato: solo “allarmismi del tutto ingiustificati, inoltrati al Comune sulla base di osservazioni poi risultate pretestuose, in quanto prive di ogni minimo e necessario fondamento oggettivo”.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it

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