Desenzano Civica: «L’amministrazione delle promesse mancate»

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“La persona al centro, attenzione al rispetto del territorio: tutte promesse disattese”. Ha esordito così Renzo Scamperle, leader di Desenzano Civica nella conferenza stampa tenutasi il 22 marzo scorso. A più di dieci mesi dall’insediamento della giunta del PD nuovo affondo firmato Scamperle, Paolo Abate e Guido Malinverno: un giudizio fortemente negativo nei confronti “dell’amministrazione delle mancate promesse elettorali”. Poca comunicazione con l’opposizione, mancanza di trasparenza, scelte urbanistiche discutibili e non in linea con la tanto promessa attenzione all’ambiente, questo è sostanzialmente quello che si imputa all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Rosa Leso. A poco tempo dall’apertura della stagione turistica sono state messe in luce il degrado di alcune “stazioni balneari”, il basso livello di pulizia e decoro delle stesse.

Inoltre la Federal Mogul (di cui non si sa più nulla), i parcheggi (Maratona e Laudato Sì), le frazioni e i contratti di servizio pubblico sono punti che, a parere dei due consiglieri di minoranza, sarebbero da trattare con maggior attenzione. “Dimenticare di prendersi cura del suolo è dimenticare se stessi “ diceva il Mahatma Gandhi ed è fondamentalmente vero. Prendersi cura del territorio non è un dovere bensì una necessità come la cura personale, a maggior ragione in un luogo turistico come Desenzano. L’appello agli ambientalisti fatto da Scamperle è rivolto a tale necessità di conservazione del nostro paesaggio. Proprio in quest’ottica diventa interessante mettere in luce i due progetti esposti dall’architetto Malinverno. Progetti che a dire della Civica non sarebbero stati comunicati con trasparenza e con chiarezza né in consiglio comunale, né tanto meno alla comunità.

“Abbiamo scoperto che è in cantiere la costruzione di due moli in località Vò, uno richiesto dalla Lega Navale per permettere l’attività velica anche ai disabili, l’altro richiesto da un privato”. L’iniziativa, rivolta ai diversamente abili, è accettata di buon grado dai consiglieri di minoranza, si contesta però il forte impatto ambientale che avrà l’opera (i moli si protrarranno per circa 26 metri) e la mancanza di comunicazione della stessa. “La realizzazione poteva essere eseguita in altro modo – ha spiegato Malinverno – evitando così un danno all’ecosistema naturale. Sorgerà infatti vicino ai canneti della Spinada”.

Altro “progetto bollente” è l’ampliamento della Conad a Rivoltella, costruzione che prevede di coprire 1400 mq intaccando così l’unico polmone verde rimasto. Senza contare i danni alla viabilità e ai piccoli negozi di vicinato.

Mattia Alessi

Foto © Corriere del Garda

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