Garda Uno, bollette «salate» e Valtenesi in rivolta

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La leggenda della vedova di Rivoltella che, abituata a pagare qualche centinaio d’euro all’anno, si ritrova invece una bolletta dell’acqua da 2800 euro prende nuova e concreta forma con il passare del lungo week end gardesano appena trascorso. Tre giorni o forse quattro durante i quali, nelle caselle postali dei residenti in Valtenesi, Moniga e Padenghe in testa, sono state rinvenute le ultime bollette targate Garda Uno: attenti alle date, lettere che arrivano tra il 19 e il 21 aprile e che reclamano una “scadenza pagamento” compresa tra il 26 e il 27.

Già qui il primo inghippo, poi si prosegue. A privati od esercenti il “dettaglio fattura” non sembra lasciare scampo, la prima parte è dedita al conguaglio 2012, comprensivo di un numero variabile di giorni ma che, carte alla mano, raggiunge e supera i 440 in alcuni casi, i 550 in altri. Ad essi si aggiunge il cosiddetto acconto, riferito fino al mese di marzo 2013: a invertire gli addendi il risultato non cambia, ora è il momento di pagare.

La sede di Garda Uno – società di capitali a totale partecipazione pubblica che nello slogan aziendale recita di voler provvedere “alla tutela ecologica del lago di Garda”, e meno male – in Via Italo Barbieri a Padenghe sul Garda è stata letteralmente presa d’assedio, i centralini e i call center si sono ‘infiammati’. Una protesta davvero ‘interclassista’ per cifre giudicate insostenibili. C’è chi parla di “aumenti non segnalati”, altri che lamentano “un conguaglio troppo lungo e senza preavviso”, non possono bastare le “vaghe risposte” che arrivano dagli uffici, sull’autolettura o sui calcoli automatici del central ‘computerone’.

Difficile fare una media precisa, saltano agli occhi alcune cifre pervenuteci, tra decine e decine di segnalazioni. Nuclei familiari di cinque o sei persone, magari anche con giardino, che di punto in bianco si sono visti arrivare bollette in grado di sfiorare (ma anche superare) i 1000 euro complessivi. Riducendo dimensioni del nucleo famiglia, di metrature e di consumi le cose cambiano, ma non in meglio. “Non una bolletta normale ma una bolletta raddoppiata – lamenta proprio una signora di Moniga – e da pagare in sei giorni, con margini di tempo così stretti da non consentire alcun ricorso”. Chi da 80 euro è passato a 160, praticamente il doppio, chi da 200 è arrivato a superare i 300.

Non c’è aria di guerra, ma quasi, e sono in tanti ad aver già posto il problema a varie associazioni di consumatori, come detto, per valutare “eventuali ricorsi prima di pagare”, anche al Giudice di Pace. Altro capitolo, gli albergatori e i commercianti, e anche qui di segnalazioni ne sono arrivate parecchie. Sull’ipotetica linea che da Padenghe arriva fino al ‘fondo’ di Moniga, altri casi emblematici: “Da un anno all’altro sono passato da 800 euro a quasi 1700. Non sono bravo con i calcoli ma mi pare assurdo dover pagare più del doppio”. Gran confusione anche tra chi dovrebbe saperne di più, ancora quegli uffici, con qualche reticenza, qualche suggerimento, “forse è meglio aspettare, magari c’è pure qualche errore”, mentre ‘tecnicamente’ parlando l’idea che traspare è un algoritmo incontrollabile che di calcoli ‘umani’ di certo non ne ha fatti.

Intanto, ancora a Moniga del Garda, qualcun altro suggerisce pessimistiche ipotesi: “Per la mia attività dovrei pagare quest’anno più di 2500 euro di acqua e, a quanto dettomi dalla sede, senza nemmeno la possibilità di rateizzare. Questo non è il modo migliore per farci cominciare la stagione. Se hanno intenzione di convincerci a chiudere.. beh, ci stanno riuscendo”.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it

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