In ricordo della piccola Sara: «Da quel giorno, ogni anno, ricordiamo i morti del silenzio»

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E’ quasi trascorso un anno dal 22 maggio 2012 sulla ss45-bis, ma nelle nostra provincia cadono goccia a goccia in uno stillicidio che non fa rumore tanti giovani, solo nell’ultimo anno sono morti per strada nell’indifferenza: tante altre Vittime ignorate.. «Da quel giorno, ogni anno, ricordiamo i morti del silenzio».

foto Sara per giornali«Giorno dopo  giorno, la lista di chi muore per strada, soli ed invisibili, si allunga. Queste persone non possono essere dimenticate, perché se qualcosa deve restare della vita, tutti noi ci meritiamo che sia il ricordo». Come loro, molti, troppi muoiono persi nel dedalo di una provincia che non potremmo mai immaginare così indifferente. Il Silenzio che “urla” nella testa e stringe il cuore della Famiglia Comaglio di Muscoline. E’ proprio così! Tutto tace da quasi un anno e tanti si chiedono silenziosamente cosa accade, perché tanto Silenzio? E’ quasi trascorso un anno dalla morte di Sara Comaglio nel Sottopasso della SS45-bis in località Prevalle al Km 58+200 e nulla o veramente poco si è fatto e si dice. Perché? La famiglia Comaglio con il sostegno e il lavoro dei legali e dell’Associazione Italiana Famigliari e Vittime della Strada onlus (AIFVS) ha lavorato intensamente per costruire la difesa di Sara e portare alla luce la reale situazione della strada dalla sua inaugurazione nel 1996 ad oggi. La Famiglia Comaglio ha finanziato un progetto di ricerca per un giovane studente che tratta le criticità dei sottopassi. Sulla strada è stato posto un pannello luminoso che avverte gli utenti dei pericoli ma, questo, era  in programma da tempo per uniformare il sottopasso al resto delle gallerie poste sull’intero tracciato della SS45bis.

Del procedimento aperto dopo il sinistro… nulla trapela. Le Istituzioni pubbliche e gli Enti preposti sono rumorosamente silenti… in merito alla SS45-bis. Appaiono articoli sui giornali che trattano di altre strade problematiche ma della SS45-bis pare si siano scordati. Perché? Si riapre la “Bella Stagione”, non certo per la Famiglia Comaglio e chi ha con Lei delle aspettative di reali interventi di messa in sicurezza dalla strada, aumenta il “movimento” su “quella strada”, arrivano i turisti, riparte la stagione irrigua, mentre la madre attende sperando che nessun altra Famiglia veda un suo caro “intrappolato nell’acqua del Sottopasso”. Se sulle nostre strade muoiono ogni anno quasi quattromila persone “il nostro straordinario patrimonio di giovani che diventa invisibile” e l’Italia, i nostri Comuni, La nostra Regione, la Provincia non sono ancora stati in grado di raggiungere gli obiettivi imposti dall’Unione Europea per il 2010 in termini di sicurezza stradale, la responsabilità di chi è se non di chi ci ha amministrato fino a questo momento? Questo silenzio è immorale e complice e non può più essere tollerato ulteriormente.

Chiedo che chi ha e avrà in mano le redini del nostro paese smetta di considerare la quotidiana mattanza sulle nostre strade come un evento ineluttabile e prenda i dovuti provvedimenti. L’esperienza mi ha insegnato che si può guardar succedere qualcosa senza nemmeno vederlo.

Maria Luisa Massardi
la mamma di Sara

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  1. Il Corriere del Garda

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