Il Progetto MITE e la Secchia Rapita

Patrizia_Barbaro_Oscar_Savoldelli_partenza

Con l’avvicinarsi delle Mille Miglia il Corriere del Garda in uscita a maggio (già sfogliabile nell’apposita sezione) non poteva esimersi dal dedicare uno speciale alla “corsa più bella del mondo”. Come nostro solito però non ci siamo accontentati, e abbiamo voluto raccontarvi anche di qualcosa di diverso: nel 1998 infatti, grazie a un’idea di Gilberto Pozza, nasce il Progetto MITE. Questo nome è l’acronimo della parola “insieme” in quattro diverse lingue: tedesco, italiano, inglese e francese (Miteinander, Insieme, Together, Ensemble). Tale progetto, unico al mondo, offre l’opportunità a persone ipovedenti e non vedenti di partecipare, come navigatori, a gare di rally internazionali e nazionali e gare di regolarità.

Nel 2013, e più precisamente il 16 e il 17 marzo scorso, con il Progetto MITE hanno partecipato alla corsa modenese della Secchia Rapita il navigatore non vedente Oscar Savoldelli (fresco vincitore dello Snow Trophy) e la ‘pilota’ d’eccezione Patrizia Barbaro, un’appassionata di “questo strano mondo” che da 25 anni lavora come insegnante di sostegno, dopo essersi specializzata con una tesi di laurea scritta in braille. Ulteriori approfondimenti li potete trovare sulla nostra edizione cartacea (oppure, ripeto, nell’apposita sezione).

Di seguito invece lo speciale ‘diario di bordo’ che Patrizia ha voluto scrivere e raccontare. Diverso dalle solite cronache di gara ma sicuramente interessante perché, quando il punto di vista cambia, “anche l’esperienza diventa un’altra cosa”.

Diario di una giornata particolare

Partita da Bari con un valigia di poche cose, rientro con dieci valige cariche di emozioni, positività, ottimismo, energia e tanta voglia di mettersi ancora in gioco. Avrei dovuto partecipare a questa manifestazione con la mia amica di sempre ma, gli imprevisti della vita, dopo aver preso la decisione di partire l’amica ha dei problemi: non può venire. E così scatta la proposta: “C’è la possibilità, grazie al Progetto Mite, di gareggiare con un navigatore non vedente”. Dico subito di sì, senza ripensamenti: “Bellissimo!”. Con in cuore tanta ansia e un po’ di timore, con la paura di non essere all’altezza della situazione, sono partita! È lunedì mattina, sono in viaggio di ritorno e ho solo da fare tante considerazioni positive: se non avessi accettato, sarei rimasta nel mio mondo di pilota scanzonato, con l’entusiasmo di sempre..

Oggi entusiasmo alle stelle e sento di aver imparato tanto; la grinta e la forza di Oscar, il mio navigatore, dotato di penna rossa ed autorizzato a bacchettarmi ad ogni errore, non solo ha stravolto la mia posizione da docente a discente ma ha aperto un varco enorme su tutte quelle cose che nelle vita pensiamo di non poter fare e che invece, contro tutte le regole imposte, con la passione, si possono fare!

Oscar_Savoldelli_roadbook_braille

In una gara in cui quelli bravi hanno attrezzato le loro autovetture (compreso la mia) di tutti gli strumenti più sofisticati, ho invece goduto dell’unico vantaggio: quello di avere un navigatore che, all’oscuro di ogni visibile indicazione, mi ha condotta senza alcuna titubanza verso ogni traguardo da raggiungere. L’intesa e la fiducia che si sono consolidate nel corso delle ore trascorse in un abitacolo dove indicazioni e percorrenza sono andate all’unisono, hanno agevolato momenti di scambi in simpatica ironia tanto da rendere la gara quasi un elemento secondario, dando spazio alla scoperta dell’altro in una dimensione che va al di là di tutte le immaginabili aspettative, se non viene vissuta. 

Ho assaporato il gusto della vera passione, ho dato un valore aggiunto alla mia vita a 360°! Nessuna corsia preferenziale, nessuna agevolazione solo due amici a braccetto che hanno condiviso momenti di vita quotidiana, non comuni a tutti. Non sono mancati i dubbi, un po’ di ansie, le incertezze, ma il tutto si è dissipato grazie alla capacità di volerci essere senza farsi fermare da nulla. Riconosco che non è stato facile per me: guardare attentamente la strada e costantemente il cronometro per star dentro con i tempi è stato un compito impegnativo per una pivellina come me, eppure tra tante penalità sono riuscita a dare orgoglio al mio bravissimo navigatore con qualche buon risultato.

Per non essere troppo enfatica posso solo concludere con un sentito grazie ad Umberto Ferrari per la sua capacità organizzativa e per la sua estrema sensibilità, al Progetto Mite, per aver creato l’occasione, ad Oscar Savoldelli per avermi dato in pochi giorni il bene prezioso della perseveranza e dell’ottimismo, al mio amico Donato Maniscalco che, quando mi sono sentita persa nel viaggiare da sola da Bari, non ha titubato un solo secondo a risolvere il problema dandomi una sua vettura (per altro molto gradita ad Oscar) e a tutti coloro che hanno reso questa circostanza un’occasione di crescita!

Patrizia Barbaro

One Comment

  1. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

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