Nuvolera: centinaia di persone ai funerali di Valerio Sgotti, morto sulla cava

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Il lento cadenzar dei tamburi, il tempo perfetto della banda e delle note da lui tanto amate, la salma di Valerio Sgotti arriva nella Parrocchiale di Nuvolera poco dopo le 16.30, in una giornata che si fa grigia come l’atmosfera, tutto intorno. Morto sul lavoro, da padrone che mai mollava la sua attività, da decenni sulla Via del Marmo insieme ai figli, Sergio e Nicola, quest’ultimo scampato per miracolo all’incidente in cava, “a memoria d’uomo non si ricorda una disgrazia così”.

Il paese intanto si è fermato, nello spettrale silenzio di una comunità di cui la famiglia Sgotti ne è forse emblema, lo dimostra il fatto che sulla poltrona di sindaco ora sta Luciana, seconda figlia di Valerio (l’altra è Maria Rosa). ‘Nei Cieli’, nota marcia funebre che accompagna la bara fin dentro la chiesa, e quell’attesa densa, intrisa di memoria, salata come le lacrime che continuano a cadere, non accennano a fermarsi, sui volti di amici o semplici conoscenti, e i familiari su tutti.

Il suo ultimo viaggio Valerio l’ha fatto partendo da casa sua: l’omelia dell’amico parroco ricorda “quel mercoledì mattina che non dimenticheremo mai, quando caddero migliaia di tonnellate di terra, quella terra che amava, quella roccia che era diventata la sua vita”. Il boato, e poi il silenzio: “Nel silenzio del dolore, il silenzio grande dei cuori che ancora si parlano”.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it
Foto (C) Claudia Filisina

 

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