La violenza «levatrice della storia»: la rievocazione di San Martino

Nell’ordine delle migliaia i curiosi e gli appassionati che si sono riversati nei pressi del parco della Torre di San Martino per assistere alla grandiosa rievocazione storica della battaglia di San Martino e Solferino, in quel lontano 1859 quando gli eserciti francesi, piemontesi e austriaci si affrontarono in uno scontro sanguinario che costò la vita quasi a 25mila uomini, più che a Lipsia o a Waterloo, snodo cruciale per l’unificazione italiana e che dal 2009 (in occasione del 150mo anniversario) viene celebrata ai piedi della Torre con cadenza annuale.

Quasi 300 i figuranti “scesi in campo”, provenienti da tutto il Nord Italia (da Mantova a Milano) ma anche dalla Francia, il segno inequivocabile di un’importanza crescente per quella che è una commemorazione ormai seconda solo alla rievocazione della battaglia di Magenta. Al microfono il vicesindaco Rodolfo Rudy Bertoni, anche lui agghindato per l’occasione, tutto intorno il maestoso tuonare dei cannoni e dei fucili, la parata dei carri e della cavalleria, il re d’Italia e l’imperatore d’Austria, perfino Napoleone III.

“Un ricordo che non è solo cinema, non è solo spettacolo – spiegano gli organizzatori – ma un evento che si fa consapevolezza, per non dimenticare le nostre radici e il nostro passato”. Radici anche amare, nella logica di quella violenza che, come scriveva Karl Marx, si fa “levatrice della storia”. Il ricordo di allora, dalle parole del patriota Giulio Adamoli che al termine della battaglia scriveva di quei morti, “tanto spessi da doverli smuovere per piantare le tende, gonfi e neri giacevano in tutte le attitudini”.

Oppure Edmondo de Amicis, che nel suo breve ‘Ricordi del 1870’ racconta della macabra democrazia della morte, “vinti e vincitori stesi per terra alla rinfusa, come eguali ed amici”. Amici sì, continua, vincitori e vinti, “nella sublime religione del valore, d’ambo le parti, in quel giorno memorabile, splendidamente glorificato col sangue”. Le celebrazioni, durate due giorni e che ieri mattina si sono spostate anche in centro storico a Desenzano del Garda, si concluderanno questa sera a Solferino.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it

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