Un viaggio in Bielorussia, aspettando l’estate: la scuola di Dubovitza

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Di buon mattino, sistemati bene bene i bagagli, con due auto partiamo alla volta della Bielorussia. Fabio, Gianni, Stefano, Valentino ed io dobbiamo recarci per sistemare alcune faccende e per organizzare il prossimo soggiorno ai ragazzi che verranno ospiti a Desenzano e dintorni la prossima estate. Questi ragazzi con la permanenza nelle nostre zone, anche di un mese, calano sensibilmente le radiazioni che hanno nel loro organismo. Dicono che per ripulire il disastro di Chernobyl non saranno sufficienti 200 anni. Il tempo è buono e verso le 11,30 siamo al confine di Tarvisio.Percorsi 350 km. Arrivederci Italia.

Un panino e via, Villach, Klagenfurt, Graz, comincia a piovere. Ore 16,30 Vienna, sempre sotto la pioggia, km. 760. Alle 18,15 frontiera con le Rep. Ceca, fa freddo, un caffè e via. Alle 19 Brno piove ancora e 2 km. di coda per lavori, ore 20 Olomouc, i km sono già 970. Alle 22 siamo alla frontiera con la Polonia a Cesky Tesin. Mangiamo qualcosa, quattro chiacchiere, felpe, giacche a vento, fa freddo ma non piove più, in macchina e via. 2 di notte la grande, grandissima Varsavia. Tangenziali, sopraelevate, tante luci e colori. Una città viva, solo un sogno 15 anni fa. L’attraversiamo da sud a nord e poi ancora su fino alla frontiera bielorussa di Brest dove arriviamo alle 5 di mattina. I km sono ormai 1680. Prima di arrivare in frontiera passiamo una colonna di camion lunga circa 20 km che aspettano di espletare le formalità per passare la dogana. Dopo varie peripezie con i doganieri, finalmente alle 12, dopo 7 ore di attesa, ci fanno passare. Siamo in territorio bielorusso.

Schiacciamo un po’ l’acceleratore per guadagnare il tempo perso ed ecco scattare l’immancabile multa per la velocità; 200.000 rubli pari a 18 euro per tutte e due le macchine. Ad un tratto la strada diventa bruttissima, buche, buche, voragini e siamo costretti a procedere a 40 orari e andare spesso sullo sterrato ai bordi dell’asfalto. Finalmente alle 20,15 arriviamo a Gomel, la nostra meta. I km. sono 2235. Sabato ci riposiamo, ma i bielorussi lavorano essendo “subotnik” ossia lo stipendio di questo giorno viene devoluto interamente al governo. Una gita in battello sul fiume Cox, cena e a nanna. Siamo ricevuti negli uffici governativi che si occupano dei bambini e Fabio riceve un riconoscimento per Desenzano Solidale per quanto fatto e per quello che sta facendo.

Visitiamo la scuola di Dubovitza dove sono state installate 22 finestre nuove. Ne mancano 14 e l’obiettivo è quello che siano pronte per ottobre, prima del grande freddo. A Dubovitza è già stato fatto un asilo con la mensa, la cucina e i bagni nuovi.  L’Ass. Desenzano Solidale è presente in modo concreto in territorio bielorusso organizzando spedizioni di camion con vestiti, giocattoli, medicinali negli orfanotrofi, ospitando bambini per soggiorni estivi e per ultimare gli infissi della scuola. Ringrazia l’Amm. Comunale per il contributo anche se piccolo e confida nella sensibilità delle persone per raggiungere i propri obiettivi.

Fiorenzo Bertoletti
Desenzano Solidale

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