No agli F35: «Una spesa folle per strumenti di morte»

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Aderisco all’appello presentato sabato 29 giugno da alcuni sindaci bresciani (Collebeato, Calvagese della Riviera, Malegno, Nave e Rezzato) per chiedere lo stop all’acquisto dei cacciabombardieri F35.

La contrarietà a questo progetto faraonico nasce da due motivazioni: la crisi economica e sociale che l’Italia sta affrontando e l’idea di Difesa necessaria per il nostro paese.

Di fronte ai tagli lineari che hanno colpito la spesa pubblica negli ultimi anni (i fondi nazionali a carattere sociale sono passati da 1,594 miliardi del 2007 a 193 milioni di euro del 2012) l’investimento di almeno 14 miliardi di euro per l’acquisto di 90 F35 risulta essere uno schiaffo in faccia a disoccupati, cassaintegrati, esodati e a tutte quelle persone che stanno vivendo sulla propria pelle il dramma della crisi.

Allo stesso tempo l’acquisto degli F35 (aereo in grado di trasportare ordigni nucleari), in totale contrasto con il ripudio della guerra inserito nell’articolo 11 della Costituzione, è figlio di un’idea arcaica di difesa della patria, visto che è ormai palese la necessità di pensare alla creazione di una difesa comune europea, a sostituzione di quella nazionale.

Per queste motivazioni con Sinistra Ecologia Libertà continuerò a lavorare in Parlamento per creare un gruppo trasversale che, rispondendo alle reali necessità dei cittadini, annulli questa folle spesa per l’acquisto di strumenti di morte.

Luigi Lacquaniti
Sinistra Ecologia Libertà

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