Un tappeto di rose per l’ultimo saluto ai «principe dei Rom»

funerali rom

Un lungo tappeto di rose bianche e rosse, praticamente per tutto il traguardo del corteo funebre, ha accompagnato l’ultimo saluto al principe e giudice dei rom, d’Europa e d’America, quel Domenico Campos che ha 84 anni ha esalato l’ultimo respiro, ricoverato da giorni alla Poliambulanza di Brescia.

La lunga carovana è partita ieri pomeriggio da Rezzato, dal tendone bianco sotto il quale sono state celebrate le esequie, nel campo regolarmente acquistato in via Camafame dove da anni stazionava con i familiari più stretti, perché la famiglia tutta è larga davvero, si parla di 2500 parenti solo in Provincia di Brescia, innumerevoli quelli sparsi invece in tutto il mondo.

Si dice che la cultura rom sia partita dalla profonda India, secoli o forse millenni fa, ma che non disdegni affatto la cultura del Paese che li ospita, e lo dimostrano le canzoni che hanno accompagnato il principe nell’ultimo viaggio, quella musica italiana che un po’ lo ha anche cresciuto, lui che arrivò in Italia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Non è mancato anche lo sfarzo durante il corteo, quando il feretro è stato caricato sopra un carro funebre griffato Maserati, prima di lui a Brescia forse solo Mino Martinazzoli.

Ora si discute su chi sarà l’erede, che sarebbe già designato tra i figli, ma ieri per questo non c’era tempo. Era il tempo della preghiera e delle mani giunte, là al cimitero di San Bartolomeo.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it

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