Emergenza sfratti anche a Moniga del Garda: 15 bambini a rischio

sfratto moniga

Una telefonata dei servizi sociali, che spezza una tranquillità che forse non c’è mai stata: “Domani arrivano alle 9.30, fatevi trovare pronti”. E in Via Carlo Alberto a Moniga in effetti sono arrivati puntualissimi, i rappresentanti della proprietà e il proprietario stesso. L’ingiunzione di sfratto è avviata, l’esecuzione non può essere rimandata: “Le case devono essere ristrutturate – spiegano – Gli appartamenti sono fatiscenti, non c’è il riscaldamento, gli inquilini si sono arrangiati a modo loro. Bombole di gas e stufe obsolete. La responsabilità della stabile è nostra: se qua scoppia qualcosa in galera ci andiamo noi”.

Sulla strada ci dovranno finire cinque famiglie, continuano i proprietari, che non versano il canone d’affitto da almeno un anno: “Da quando abbiamo rilevato l’intero stabile non abbiamo visto neanche un euro. Qua sono tutti abusivi, non pagano neanche l’acqua”. Poco importa se nelle case ci stanno 15 bambini, di età compresa tra i 10 anni e i 2 mesi: si stanno già muovendo i Servizi Sociali, le due incaricate presenti parlano di comunità, “noi siamo obbligati a tutelare i minori”.

Un papà è agitato, da 22 anni in Italia e un contenzioso con la ditta per cui lavorava: “Come faccio a lasciare questa casa, come faccio a perdere i miei figli? Alla vecchia proprietà abbiamo sempre pagato, qualche mese fa ci hanno detto che avrebbero venduto tutto all’asta. Ma siamo disposti a pagare anche i nuovi padroni, solo una cosa chiediamo. Che il palazzo venga ristrutturato e messo in sicurezza, molti appartamenti sono fuori norma”.

Qualcun altro arriva di corsa, era al lavoro e ha ‘mollato’ tutto: “Spero che non mi licenzino – racconta – ma mi ha chiamato mia moglie, mi ha detto dei bambini che piangevano, che stavano arrivando i Carabinieri. Non vogliamo vivere ‘a scrocco’, vogliamo solo un aiuto: abbiamo chiesto anche al Comune, nessuno vuole affittarci casa perché siamo stranieri e abbiamo dei figli. E non possiamo permetterci un affitto da 800 euro, io ne guadagno 1000”. La discussione è accesa: attimi di panico quando una mamma esasperata sale sul balcone con il bambino in braccio, e minaccia di buttarsi giù, provvidenziale l’intervento dei Carabinieri che la bloccano.

“Sfrattare oggi o tra un mese non cambia nulla – spiega invece l’ufficiale giudiziario – ma siamo sicuri che si possa arrivare ad un accordo”. Anche le forze istituzionali, amministrazione locale e Carabinieri, spingono per un accordo ‘conciliatorio’ tra le parti: e l’atmosfera un po’ si rilassa, i volontari della Valtenesi Soccorso intrattengono i bambini, i guanti d’ordinanza diventano palloncini colorati. Passa ancora mezzora, la conferma del rinvio arriva a mezzodì, la data fissata è il 4 ottobre: “Cercate di organizzarvi – ancora l’ufficiale giudiziario – perché se nell’ipotesi peggiore non trovate casa allora dovete cercare qualcuno che vi possa ospitare”.

Tre mesi di tempo, e non di più: “Ci possiamo provare – conclude un altro inquilino, con un po’ di amarezza – ma sarà difficile. Ho paura di finire sotto i ponti, con i miei bambini”. La proprietà infatti pare irremovibile: “La palazzina deve essere svuotata. La ristruttureremo, e poi venderemo gli appartamenti”.

Alessandro Gatta
www.bresciatoday.it

 

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