Sulla Trasparenza anche in Valtenesi i Comuni non virtuosi

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La trasparenza prima di tutto, e non è la solita frase dal sapore civico che facilmente si dimentica, oggi è vero Decreto Legislativo, numerato con il 33 ed entrato in vigore dallo scorso 20 aprile con l’obiettivo dichiarato di riordinare “la disciplina nei termini di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Nello specifico l’Articolo 30 si riferisce al patrimonio immobiliare pubblico, indicando la pubblicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni identificative “degli immobili posseduti, nonché i canoni di locazione o di affitto versati e ricevuti”, mentre l’Articolo 39 entra in tackle sulle attività di pianificazione e di governo del territorio.

In parole povere, l’ente pubblico è obbligato alla pubblicazione, sul proprio sito web istituzionale, di tutti gli affitti e introiti percepiti dal patrimonio immobiliare di proprietà, e alla pubblicazione degli affitti pagati a terzi per l’uso di immobili. Il centro studi cittadino ISoldiDiTutti, capitanato dal ‘civico’ Cesare Giovanardi, ha effettuato controlli incrociati su tutti i siti web dei Comuni bresciani in doppia occasione, il 21 maggio e il 19 giugno (tutti documentati) puntando il dito in particolare sui Comuni della sponda gardesana: da questo studio, e ci limitiamo solo ai Comuni della Valtenesi, emerge una particolare graduatoria in cui nessuno, a conti fatti, rispetta quelli che sono i termini di legge.

Tre i punti da cui le amministrazioni non possono prescindere: il link ‘Trasparenza’ nella home page, il link all’Articolo 30 del DLgs 33/2013, la pubblicazione dello stesso sul web. Solo Manerba del Garda sembra rispettare (in parte) i tre ‘stadi’ legislativi, anche se il link all’articolo 30 è una pagina vuota; Moniga si gioca la pole position, ma non vi è traccia della pubblicazione del DLgs sulla trasparenza. Gli altri, da Padenghe a Puegnago, da Soiano a Calvagese, presentano il solo link alla pagina della ‘Trasparenza’ senza che vi sia alcun riferimento all’elenco generale di tutte le proprietà comunali o delle proprietà con canoni di locazioni attivi, come invece la legge prevede.

Allargando il tiro scopriamo che solo Brescia, ma con tanto di richiesta protocollata dall’associazione ISoldiDiTutti, e poi Verona (proprio in questi giorni) hanno fatto rientrare l’allarme. Il dibattito è aperto, e già ci si chiede il perché di queste omissioni, e di questi ritardi. “Chiaro l’intento di pubblicizzare gli accordi pubblico-privato – ci spiega proprio Giovanardi – ma chiara altresì la diffidenza dell’estensore della norma verso i meccanismi contrattualistici che oggi regolano la pianificazione urbanistica”.

La legge ora c’è, quella che manca è la sua applicazione: “La dimostrazione concreta che non basta fare le norme. Per renderle efficaci servono solleciti e stimoli che, guarda caso, provengono soprattutto dai cittadini attivi. Cittadini del Garda, datevi da fare! C’è molto lavoro che vi attende”.

Alessandro Gatta
Bresciaoggi 11.07.2013

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