Abusivismo: anche in Provincia di Brescia più di 50 Comuni a rischio

aerea

Erano 510 a Montichiari, 366 a Desenzano, 280 a Darfo, addirittura 876 a Manerba. Non sono i numeri fortunati di una improbabile tombola a tre cifre, ma i dati reali dei sospetti «fabbricati non dichiarati» individuati tra il 2007 e il 2011 dall’Agenzia delle entrate, tecnicamente «fabbricati o ampliamenti non dichiarati al Catasto», identificati dall’alto grazie ai rilievi aerofogrammetrici e poi sovrapposti ai dati catastali: una vasta ricerca coordinata dall’Agenzia del territorio, che a livello nazionale ha censito non meno di un milione di immobili fantasma, con tutto ciò che ne consegue in termine di evasione fiscale.

Numeri e dati che fanno riflettere, e «a pensar male si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma spesso ci si indovina». Numeri sostanziosi in tutta la Provincia, a Brescia città ne erano stati indicati 207, la metà di Montichiari, o di Soiano (408), oltre un centinaio in meno che a Lonato (314), pochi in meno di Salò (225) o di Rovato (251). Manerba con 876 pratiche ha la media più elevata, uno ogni cinque abitanti, tallonato da Soiano (uno ogni 4,5 abitanti), Moniga poi si avvicina a Sirmione, Gargnano supera appena Tremosine.

Gli accertamenti sono in corso da parte degli uffici comunali, in molti casi i processi sono già conclusi, con accatastamento d’ufficio o meno. Nel primo caso il processo si è concluso a seguito della produzione di tutti gli atti necessari per l’aggiornamento catastale; nel secondo invece il processo di accertamento è finito per insussistenza di condizioni, con l’immobile che «non presenta caratteristiche per le quali la normativa prevede l’accatastamento».

Perchè in effetti può succedere anche questo. I casi evidenziati dai rilievi aerei non sono certo vangelo, perchè l’altezza può giocare brutti scherzi, solo al momento di passare alle verifiche sul territorio si ha la conferma o meno dell’esistenza di un «furbetto». Nelle foto aeree infatti ci sta di tutto, dalla casetta degli attrezzi in legno alla vasca per la raccolta del compost ma appunto, come spiegano i «tecnici», anche ipotesi di abusivismo, costruzioni e ampliamenti a cui potrebbe corrispondere l’attribuzione della cosiddetta «rendita presunta».  Una rendita che in termini reali per i Comuni può significare Imu, presto anche Tares.

Non che le centinaia di fabbricati non dichiarati implichino una garantita attribuzione di nuove rendite da abusivismo, anzi. In un documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sul finire dell’anno scorso è stato pubblicato l’elenco dei Comuni interessati alla fase di attribuzione di rendita presunta.  Escono dalla hit-parade Brescia e Manerba, rimangono Salò, Soiano, Tremosine, Sirmione, Gargnano, Toscolano, oltre ovviamente Desenzano su cui «pendono» almeno 45 rendite presunte.

Non pochi nemmeno i centri camuni: Angolo, Bienno, Borno, Braone, Breno, Cerveno, Ceto, Cividate, Losine, Malegno, Piancamuno, Pisogne, Piancogno, Prestine. Tra i tanti, sono poco più di una cinquantina, anche quelli dove il numero delle segnalazioni di possibili omissioni come da Montichiari (510) a Bagolino (386). Il segno di una rinnovata vitalità degli enti di controllo e accertamento, forse il segno di un «forzoso» adeguamento agli standard europei.

Alessandro Gatta
Bresciaoggi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design