Brescia e il neosindaco Del Bono alla prova dei fatti.. e dei conti

Consiglio Comunale

Brescia alla prova dei fatti e.. dei conti. Il sindaco neoeletto Emilio Del Bono ha pubblicato e diffuso il suo ‘decalogo’ amministrativo, una serie di impegni da campagna elettorale che ora dovranno essere rispettati. Ma sarà davvero così?

LA SPESA CORRENTE per abitante è fra le più alte d’Italia e fra le città di analoga dimensione ed è quasi il doppio della media provinciale bresciana.

Affermare che questa non si può tagliare è “criminale” dal punto di vista amministrativo: si possono comodamente recuperare in 5 anni almeno 25 milioni di euro di sprechi e di regali per mancata concorrenza portandola da 250 milioni a 225 milioni.

Un taglio di almeno il 10% in 5 anni non è certo la scalata dell’Everest.

LE ENTRATE CORRENTI sono arrivate a superare abbondantemente le spese correnti anche in presenza di scarsi dividendi A2A. E questo grazie ad una tassazione esasperata nel 2012 per riempire la pancia dell’idra “metropolitana” e pagare le opere sulle sue 17 stazioni che sono costate e costano un occhio della testa: appalti in emergenza stile protezione civile nazionale che fu.

DOVE TROVA I SOLDI DEL BONO per ridurre l’indebitamento per circa 400 milioni solo di capitale della metropolitana?

Vendere immobili è estremamente difficile: nel 2011 e nel 2012 ha già fallito Paroli e la situazione è oggi peggiorata.

L’unica via è vendere le azioni di A2A per almeno 400 milioni di cui 200 per dimezzare il debito del metro ed i rimanenti da usare come volano per avviare le bonifiche e il recupero urbano della città. Non dimentichi nessuno che il tempo è denaro e che è inutile avviare riflessioni e dibattiti per perdere altro tempo quando la via è obbligata.

CG

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