Movida sul Garda: non si placa la polemica sul giovedì monighese

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Cassonetti ribaltati e schiamazzi fino a tardi, oppure quel ragazzo decisamente alterato che sfascia un motorino, qualche settimana fa invece un cassone della raccolta differenziata a cui è stato dato fuoco. Questo il bilancio, certamente non grave ma significativo, degli strascichi della movida estiva e notturna del giovedì sera di Moniga del Garda, quando in occasione della serata in scena al Green Lion, il locale sito nei pressi dell’Italmark in cui vale la formula paghi uno e bevi due, puntualmente si radunano centinaia e centinaia di giovani provenienti da tutta la Provincia.

Scene che si ripetono da anni, raccontano i residenti, e che coincidono con la chiusura del pub: non appena vengono ‘liberati’, spesso in condizioni ‘allegre’, i giovani avventori danno libero sfogo alla loro creatività per le vie del paese. “La cosa più fastidiosa sono le voci e le urla – spiegano da Via San Giovanni – che si protraggono spesso fino alle 4 o alle 5 del mattino. E non è così strano trovarsi poi cocci e bottiglie nel giardino di casa”. Da Via Olivi e dall’angolo tra Via Mazzane e Via Pozzo invece il problema più diffuso è quello dei cassonetti: “Siamo stufi di trovarli in fondo alla strada, magari con tutti i rifiuti per terra”.

Nella via privata che invece si fa perpendicolare allo stradone di Via Pergola qualche settimana fa l’ultimo dei fattacci: i cassonetti della raccolta differenziata bruciati, e l’intervento dei Vigili del Fuoco proprio in piena notte. Sulla via principale invece va di moda il parcheggio selvaggio, in proprietà privata, e non uno ma tre esercenti si sono attrezzati per bloccare il passaggio, chi con delle piante, chi con delle semplici catene. Anche tra i giovani ‘scalmanati’ però c’è qualcuno che avanza un sospiro: “Il Green Lion è rimasto uno dei pochi locali in grado di portare un po’ di gente. E non è giusto che per colpa di qualche maleducato alla fine debbano pagare tutti”.

Sul finir dell’estate, l’ennesimo scontro tra i cultori di un turismo più ‘selvatico’ e tra quelli che invece il lago lo scelgono per cercare la tranquillità: non sarà una battaglia epica, di certo non finirà con l’arrivo dell’autunno.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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