Indagine shock dell’ASL: un bresciano su tre muore di tumore

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La prima causa di morte tra i bresciani è il tumore, con un divario relativo alla media nazionale che arriva a sfiorare il 5%: questo il risultato (che alcuni hanno già definito shoccante) emerso dal nuovo studio dell’ASL Brescia che ha coinvolto e monitorato decine di migliaia di decessi in tutta la Provincia, dal centro della città alle valli, e montagne, e laghi. Un lavoro quasi enciclopedico e che raccoglie dati e valutazioni sullo stato della salute dei bresciani, strumento fondamentale anche in prospettiva perché, assicurano i ‘tecnici’, sarà continuamente aggiornato e monitorato.

Tra le morti ‘bresciane’ infatti una su tre sarebbe riconducibile ad un tumore, ormai prima causa di decesso sul territorio, superando di poco le malattie e patologie cardiovascolari. Un’incidenza comunque ancora abbastanza variabile, se relazionata alle diverse zone della Provincia, e che colpisce (come da copione, nazionale e internazionale) gli uomini prima che le donne.

In cima alla ‘macabra’ graduatoria i morti per tumore di Brescia Ovest e Brescia Est, della Valtrompia e della zona del Monte Orfano, con un’incidenza (dati maschili) che passa dai 708 ai 729 decessi ogni 100mila abitanti; un po’ meglio Brescia città (anche se il tasso sfiora il 689 su 100mila), in linea con i dati della zona lago d’Iseo e della Bassa Bresciana, in particolare Occidentale. Più soddisfacente la situazione gardesana e della Valsabbia, rispettivamente con 620 e 632 decessi ogni 100mila abitanti.

Nella popolazione femminile i tumori più diffusi (e per questo più pericolosi) sono le neoplasie della mammella, con circa 5531 casi monitorati nell’indagine ASL e un tasso di incidenza pari a 150 ogni 100mila. Nessun aumento rilevante invece, rispetto ai dati precedentemente in possesso, dei tumori in età pediatrica.

www.bresciatoday.it

 

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