La TV di Stato tedesca a caccia del mostro del Garda

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Ultimo giorno di riprese sul Garda per la tv di Stato tedesca Zdf, impegnata da 72 ore nelle ricerche del fantomatico Bennie, il mostro del Garda tante volte «avvistato», a pelo d’acqua o sui fondali, senza che questi incontri ravvicinati siano stati mai documentati. L’anno scorso le «testimonianze» si erano intensificate dopo uno speciale tv dedicato al «mostro» da Italia 1. Poi le segnalazioni si erano rarefatte, e sono ora tornate alla ribalta con l’arrivo della tv tedesca.

PROPRIO OGGI, davanti alle telecamere di Zdf, saranno due ragazzi di Moniga a raccontare il loro avvistamento. Fabio Rebuschi e Matteo Galbassini, accompagnati da sonar e luci di profondità, cercheranno di avvicinarsi a quello che fu il luogo del loro incontro con il mistero. «Era l’estate del 2011 – raccontano – non lontani dalla riva tra Manerba e Portese. Siamo risaliti in barca, dopo un tuffo – ricordano i due monighesi – e a due passi dallo scafo abbiamo visto scivolare una grossa ombra, una specie di macchia scura, enorme. Siamo rimasti pietrificati. Un pesce siluro? Troppo grande. Quella cosa era più lunga e grossa della nostra barca, un Rio 400 lungo 4 metri e mezzo. Questo è quanto».

LO RACCONTERANNO, con i sottotitoli in tedesco, alla trasmissione di Zdf «Terra Xpress» programma che sta a mezza via tra i «nostri» Superquark, Misteri e Voyager. Tra venerdì e sabato la troupe teutonica ha posto le prime basi sul lago, ha recuperato testimonianze e ripercorso le strade delle segnalazioni. Per le riprese subacquee, i tedeschi si sono appoggiati ad Angelo Modina e ai suoi Deep Explorers, gruppo specializzato nell’immersione tecnica con base a Toscolano. Gli stessi Deep Explorers, con i loro sonar, hanno avuto la sorte di captare figure decisamente anomale. «Qualcosa di strano e inspiegabile – disse Angelo Modina -. Che sia un mostro è tutto da dimostrare, ma quella cosa è un mistero». Lo stesso presidente del gruppo di sommozzatori ha riferito a Bresciaoggi di segnalazioni recentissime da parte di suoi conoscenti. Due settimane fa un sub di Peschiera ha incontrato sul fondo un’anguilla di «dimensioni anormali» (30 o 40 centimetri di diametro). Tre settimane fa, le strane «schiene» viste muoversi a pelo d’acqua da un gruppo di surfisti a Malcesine.

CHE COSA C’È DI VERO? Armando Bellelli, il ricercatore desenzanese già noto per la sua partecipazione a «Misteri» di Italia 1, ha accompagnato la troupe tedesca direttamente alla fonte storica della leggenda del mostro: nella nobile biblioteca della Fondazione Ugo da Como di Lonato, a consultare la prima testimonianza del «Benacosaurus». È datata XVI secolo, dalla penna dello storico Grattarolo, che riferiva dei tanti avvistamenti dei monaci dell’Isola Borghese, «terrorizzati da ciò che viveva sott’acqua in grotte buie». Le telecamere tedesche ripercorreranno la «sottile linea blu» degli avvistamenti, partendo proprio da Malcesine dove c’è stato il recente incontro, fino alle grotte sotto l’Isola, dove nacque il mito. E chissà che i tedeschi facciano il colpo gobbo, immortalando il nostro mostro. Finalmente.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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