San Pietro in Lucone: un progetto per Polpenazze, tra cultura e turismo

chiesa

Comincia a prendere forma concreta il progetto di riqualificazione che dovrebbe coinvolgere l’antico borgo di San Pietro in Lucone a Polpenazze, area a forte rilevanza storica che si affianca al contesto archeologico dell’estinto lago Lucone, patrimonio Unesco per l’umanità dal 2012, e che oltre al suo punto nevralgico, la chiesa di San Pietro, presenta testimonianze urbanistiche che partono addirittura dall’epoca romana, fino a proiettarsi al XII secolo. Un progetto che è ancora bozza, sulla carta, ma fortemente voluto dal parroco di Polpenazze don Rinaldo Bellini che ha espresso la volontà della parrocchia di “valorizzare al massimo quello che è un fantastico angolo di paradiso dal magnifico paesaggio, da cui è possibile vedere tutto il Garda”.

Quasi un “sogno ricettivo” che prevede tra le tante anche un’area ristoro e un’area relax, un info point per turisti e visitatori, un nuovo percorso tra le colline “dal sentor meditativo”. Niente di deciso, ovviamente, spiega il primo cittadino Andrea Dal Prete: “Sottoscrivo al 100% l’idea di don Rinaldo sul recupero e sulla valorizzazione della zona. Un’occasione forse unica per dare nuova vita all’antico borgo, e magari rilanciarlo nell’ottica di un turismo di qualità. Ma di questi tempi è meglio essere realisti: sono ancora da valutare le diverse fattibilità, bisogna aspettare il responso della Soprintendenza, bisogna stare attenti ai costi. Ma il Comune rimane comunque interlocutore primario, perché ogni eventuale autorizzazione deve passare da qui. Si tratta di una zona vincolata con costruzioni d’epoca: ogni intervento dovrà rispettare la storia della struttura e del paesaggio”.

Sono già al lavoro intanto i ‘tecnici’ su cui farà affidamento il parroco Bellini: anche da loro, prima di rimboccarsi le maniche, la garanzia che la salvaguardia dell’ambiente viene prima di tutto. “Sarà la natura stessa a dettare tempi e modi per la riqualificazione dell’intero borgo – spiega l’architetto Salvatore Leonardis – Il nostro intento è quello di riportare San Pietro ai suoi antichi fasti, mettendo in sicurezza la grande area sottostante alla chiesa e realizzando sì un intervento urbanistico ma perfettamente integrato con la natura. La vegetazione farà parte dell’architettura stessa”.

La bozza progettuale prevede intanto la realizzazione di un locale di carattere ricettivo a piano terra (un bar o ristorante), mentre nella corte adiacente una zona relax e ristoro; ancora più in là l’ipotesi di alcune stanze per accogliere i visitatori, e una sala d’accoglienza che si farà info point ma anche spazio espositivo. Un intervento complessivo di quasi 300 mq, da compensare con la realizzazione di un “percorso vita” per turisti e pellegrini, e su cui ‘pesa’ la consulenza di Sebastiano Luciano, ricercatore universitario che assicura “un intervento di riqualificazione non invasivo, nel pieno rispetto di quanto la storia ci ha lasciato”.

Intorno alla chiesa infatti il verde collinare che caratterizza il paesaggio, i boschi e il lago: facile immaginare che qualcuno, in effetti, possa storcere il naso.

Alessandro GattaBresciaOggi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design