A San Felice la biblioteca dedicata al medico dei poveri

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Il taglio del nastro non poteva spettare ad altri se non a lei, la compagna di una vita: la signora Irma Morandi, vedova del medico condotto Gian Battista Cominoli, scomparso nel 2002 dopo quasi un secolo di vita, e a cui il Comune di San Felice ha dedicato la biblioteca civica, in sua memoria, nel suo ricordo.

Erano in tanti nella piazzetta in quel soleggiato sabato mattina, lungo la strada che accompagna via Chiusure a Portese, tanti del paese e tanti che del ‘dutur’ Cominoli riservano ricordi, gente del lago arrivata anche da Corteno Golgi, addirittura da Ponte di Legno. Forse la figura del medico di paese è andata scemando con il tempo, con il cambiar velocissimo della società. Gian Battista Cominoli era un medico di quelli ‘condotti’, figura che anticipava quella più recente del medico di famiglia: lui che curava i residenti di San Felice e di Portese, lui che per legge (ma anche per atteggiamento morale) prestava assistenza sanitaria gratuita ai poveri.

“Benvoluto e stimato – ha infatti ricordato il primo cittadino Paolo Rosa – è stato un esempio di dedizione e impegno, sempre a favore degli altri. Siamo qui per questo, tutti uniti idealmente nella continuità dei valori dell’altruismo e dell’abnegazione, che il dottor Cominoli ha lasciato nel suo quasi mezzo secolo di servizio”.

La targa ancora brillante con nome e dedica si affianca all’ingresso dell’antico edificio, biblioteca comunale ormai da 40 anni: al marmoreo ricordo s’accompagna anche la musica della banda cittadina, la ‘Sinus Felix’ che richiama le antiche origini del toponimo benacense, la presenza delle associazioni cittadine e non, i rappresentanti delle forze dell’ordine, gli Alpini e gli uomini d’arma in congedo. “La memoria non sta in una targa, la memoria sta nei nostri cuori”.

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