Giovanni Cavagnini e «una vita di passioni»

giovanni cavagnini morto

La camera ardente è stata allestita in via Chiesa, a Bottenago di Polpenazze, proprio nella sua amata scuderia, il circolo ippico di cui era follemente innamorato. In attesa dell’ultimo saluto, Giovanni Cavagnini giace a fianco della passione di una vita, l’equitazione che non era soltanto un lavoro ma quasi un sentimento, si era fatto apprezzare nell’ambiente, era tanto stimato da chi il settore lo conosce, tanto ammirato dai ragazzi, giovani e meno giovani, a cui dava lezioni, a cui insegnava a muovere i primi passi in sella ad un cavallo.

Nato nel 1957, in molti lo ricordano con affetto, parlano della sua disponibilità, della sua generosità : un ricordo tanto amaro in queste ore, quelle successive al tragico incidente che sulla provinciale di Bedizzole gli è costato la vita. In sella alla sua moto è finito addosso a un pullman di linea, colpito in pieno dall’autobus in manovra, in un pomeriggio come tanti ma che amici e parenti non potranno mai dimenticare.

Da tempo residente a Polpenazze, per molti anni ha abitato anche a Bedizzole: sono due le donne della sua vita, la prima moglie e l’attuale compagna, giunta in lacrime sul luogo dell’incidente, accompagnata a casa dagli agenti della Polizia Locale perché in evidente stato di shock. Dal matrimonio il primo figlio, poi un secondo con l’ultima consorte: Paolo e Filippo, entrambi poco più che trentenni.

Lo piangono insieme ai familiari più stretti di papà Giovanni, la mamma che lo ha cresciuto, i due fratelli e la sorella con cui ha condiviso tanti momenti felici, di una vita spezzata ancora una volta troppo presto. I funerali si terranno lunedì pomeriggio, nella parrocchia di San Lorenzo a Carzago: il corteo funebre partirà dalla sua abitazione di Bottenago, alle ore 14.30.

Alessandro Gatta
BresciaOggi
Foto (C) BresciaToday.it

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