Un paese intero sotto shock per la morte di Luca

luca e laura

Luca Bagossi è tornato a casa, ieri sera. La salma del 18enne morto tragicamente in un incidente stradale, nella notte tra sabato e domenica, giace ora nella sua abitazione di Soiano, in via Cornali, in attesa dell’ultimo saluto. Questa sera, dalle 18, è prevista una veglia proprio tra le mura della casa in cui abitava da due anni; domani pomeriggio invece i funerali, a cui è atteso praticamente un paese intero, e forse più. Il corteo funebre partirà dall’abitazione della famiglia Bagossi, poco dopo le 15; da lì la processione raggiungerà poi la chiesa di via Castello, la parrocchia di San Michele Arcangelo dove avranno luogo le esequie.

IN TANTI ancora non ci credono, e questa tragedia ha colpito duro in almeno due paesi, sulla direttrice che collega le porte del lago alle porte della città: Luca ha abitato per molto tempo a Castenedolo, stava a Soiano solo da un paio d’anni. Ma non l’ha mai nascosto, all’aria dell’hinterland preferiva di gran lunga quella del Garda, e fin da quando era un bambino, fin da quando frequentava le scuole elementari.

Gli amici, vecchi e nuovi, si sono trovati spontaneamente ancora domenica, nel bar che lui amava frequentare, al campo sportivo. In silenzio, con la testa china e il pensiero che continuava a rimbalzare, tra l’agghiacciante consapevolezza di un amico che non ci sarà più e l’atroce domanda che resterà senza risposta. Perchè?  Uniti da un dolore troppo grande, hanno deciso tutti insieme di ricordarlo per l’ultima volta, hanno preparato striscioni e cartelloni, li faranno vedere il giorno dei funerali. Forse anche lui avrebbe voluto così, lui che «era l’anima della festa, pieno di vita, sempre disponibile a mettersi in gioco, a divertirsi e a far divertire», ricordano i ragazzi.

LA FAMIGLIA, mamma e papà stretti forte intorno alla piccola Laura (nella foto con lui, NDR), solo 15 anni e un fratellone che se ne va, e una vita intera davanti: una curva maledetta, sulla Provinciale che da Montichiari porta a Lonato, nel buio di una notte che sembrava non finire mai. La sua Peugeot 206 gli era sfuggita di mano. La macchina di punto in bianco non si poteva più controllare in quella curva stretta. Prima il testacoda e poi quel boato tremendo, quella botta che lo ha trascinato per quasi un centinaio di metri.

Ma perchè? Dalla pagina Facebook le foto sorridenti, la spensieratezza che forse si ha una sola volta nella vita, la passione per il calcio giocato e vissuto, metodico anche nel suo modo d’essere. Aveva già organizzato il Capodanno sul Tonale, raccontava di «aver già fatto il pieno alla Peugeot». Si era diplomato all’inizio dell’estate, al Cfp di Castiglione; da qualche settimana lavorava a Brescia, e proprio dalla città stava tornando a casa, in quel sabato sera, nel buio di una strada.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design