Rivoltellesi DOC riuniti per la Zent de Soca: «La nostra religione è l’amicizia»

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Erano quasi 400 i rivoltellesi Doc che si sono ritrovati per la terza edizione de La Zent de Soca, l’adunata che raccoglie praticamente tutta la Rivoltella dell’ultimo secolo, i residenti che stanno in paese da almeno 50 anni, gli ‘ospiti’ che l’ambito traguardo lo raggiungeranno negli anni a venire.

Una giornata di festa ma anche di ‘lavoro’, che dal campeggio San Francesco si è trasferita al porto, nel mezzo gli accorati interventi di chi il paese lo vive giorno per giorno: il ‘cerimoniere’ Sergio Dolci, poi Renata Brentegani, ex direttrice delle Poste e che con un sorriso reclama l’indipendenza da Desenzano, “non siamo un satellite e nemmeno un dormitorio, siamo uno dei paesi più belli del lago”, o la lettera della maestra Ginetta, “questa è una manifestazione politica ma nel senso più alto del termine, per respirare l’atmosfera del passato, non per rimpiangerlo ma per riviverlo”.

Uomini e donne che nel piccolo hanno fatto la storia: Luigi Mura e Armando Tasinato dei Cuori Ben Nati, “riscoprire il passato per affrontare il futuro, con la volontà e la felicità di proseguire nel solco tracciato dai nostri padri”, Daniele Brentegani del Comitato civico che annuncia nuove battaglie, all’ordine di “mai abbassare le armi”, Ugo Andreis che alla politica stavolta affianca “le emozioni che fanno brillare gli occhi”, senza dimenticare che “chi vive d’abitudine o chi passa i giorni a lamentarsi, lentamente muore”.

Ricordi felici, spiega il sior Valentino che di anni ne ha 82, quando via Di Vittorio era ancora una strada statale, ricordi più amari, aggiungono Bruno e Attilio, “quando in tempo di guerra ai tedeschi rubavamo il rame e il legno”, un po’ per la causa e un po’ per sopravvivere. E ancora la maestra Ginetta qualche lacrima la strappa, “la nostra religione è l’amicizia”. Di questi tempi, più forte che mai.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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