Sirmione, cronaca di un convegno: «L’immigrazione fenomeno oggettivo della società»

Mare Chiuso 09 (C) ZALAB

Grande successo per il Convegno Nazionale di Crimonologia andato in scena al PalaCreberg di Sirmione. Pubblichiamo in sequenza la cronaca della tre giorni di lavori, in tre diversi ‘episodi’, che abbiamo deciso di riproporre anche su Facebook. Vista l’importanza dei temi, e il potenziale scientifica dell’analisi. Come “foto di copertina” (anche il web ama chiamarle così) abbiamo scelto alcuni screenshots da Mare Chiuso, piccolo capolavoro targato ZaLab e diretto da Stefano Liberti e Andrea Segre.

Un’occasione più unica che rara, per “alzare lo sguardo sul mondo” e costruire così “uno spaccato attendibile della situazione non solo italiana”, rispettando ovviamente la scientificità del metodo, anche per riflettere sugli ultimi e tragici fatti delle coste di Lampedusa, “rispetto ai quali il Paese si è dimostrato clamorosamente impreparato”. Così Carlo Alberto Romano, professore associato di Criminologia all’Università di Brescia e membro del direttivo di presidenza del XXVII congresso nazionale della Società Italiana di Criminologia, in scena al PalaCreberg di Sirmione fino al 19 ottobre, con un ‘appendice’ inedito anche al carcere di Verziano. Oltre 300 esperti da tutta Italia per ragionare sulle vulnerabilità e i conflitti sociali, dalle migrazioni alle nuove povertà: al ‘taglio del nastro’ di giovedì ieri è seguita la seconda sessione, dedicata a “Migranti, delitti e carcere”, in una situazione che tocca da vicino anche Brescia e il sovraffollamento delle sue carceri in cui oltre il 50% dei detenuti è straniero, molti dei quali però (circa il 20%) ancora in attesa del primo giudizio. “E la condizione di clandestinità certo non aiuta – racconta Alessandro Zaniboni, magistrato del Tribunale di Brescia – Una condizione che per sua natura favorisce la criminalità: una persona che non può lecitamente accedere al mercato del lavoro è costretta a sopravvivere, e in qualunque modo”. Ma attenzione, spiega ancora Zanolini, “spesso vi sono tesi di orientamento politico che estremizzano la realtà, non va dimenticato che tra i motivi mondiali per cui gli stranieri in carcere sono la maggioranza è la mancanza di una difesa effettiva”. Un lungo convegno ‘affiancato’ pure da un workshop, e tra i partecipanti anche la dottoressa Monica Lazzaroni che dell’area Sorveglianza del Tribunale cittadino è presidente, o il ‘collega’ Francesco Maisto del Tribunale di Sorveglianza di Bologna. Tra gli ‘special guest’ sicuramente anche Luigi Pagano, Capo del Dipartimento d’Amministrazione Penitenziaria a Roma: proprio lui ha parlato della necessità di ‘alleggerire’ il sistema carcerario, “liberare posti e permettere ai detenuti di vivere meglio, migliorandone così anche i contenuti, nei termini comportamentali, elementi basilari per il reinserimento sociale, la funzione ‘antica’ del sistema carcerario, mai come oggi così d’attualità”. Un tema che si lega a filo doppio alla questione migrante, secondo il CNEL addirittura una necessità della metropoli moderna, “fenomeno oggettivo del metabolismo della società”: solo in Europa infatti, entro il 2050 il saldo negativo dei lavoratori sarà di 100 milioni, in un continente dove l’inverno demografico non è solo alle porte, “ce l’abbiamo proprio in casa”. In un mondo dove tutto è merce, spiega il giovane criminologo Andrea Di Nicola dell’Università di Trento, “anche la tratta dei migranti è un business, illegale ma intelligente”, una grande rete quasi mondiale fatta di intermediari e gradi di comando, capitani e scafisti “reclutati anche su internet”, con un mercato sempre in crescita e che può fruttare, ad un solo ‘amministratore’, anche milioni di euro all’anno. E a Sirmione non ci si ferma: anche oggi si discute, per una giornata intera, di paura e sicurezza urbana, di salute mentale e di migrazioni. Gran finale sabato mattina, tra “delitti e diritti”: tra gli ospiti anche Gad Lerner.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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