Moniga: un asilo da rifare, pronto il progetto del polo scolastico

asilo moniga

Un progetto “già discusso e concordato”, approvato all’unanimità nel corso dell’ultimo consiglio comunale: a Moniga il nuovo asilo “s’ha da fare” a causa dell’inagibilità dell’attuale struttura, che ha costretto i bambini ad un trasferimento forzato nella palestra delle scuole elementari, trasformatasi “per forza di cose” in una nuova e improvvisata scuola materna. In termini tecnici è stato definito come “ampliamento e completamento” dell’attuale plesso scolastico, nei termini reali si tratterà di una struttura tutta nuova, e costruita da zero: andrà ad ‘affiancarsi’ alle materne Pompeo Molmenti, quasi a voler ricreare un polo educativo vero e proprio, per un intervento volumetrico di poco inferiore ai 2900 mc, pari a 966 mq circa.

Un’operazione realizzabile con apposita variante, in deroga al PGT, su cui aleggiano ancora però tante incertezze, in particolare per quanto riguarda la questione economica. “Siamo in attesa, viviamo solo con i se”, aveva ricordato proprio il sindaco Lorella Lavo: in attesa di un eventuale finanziamento, di almeno un milione di euro, che potrebbe arrivare dal programma ‘6000 Campanili’, che coinvolge i Comuni italiani, a seguito di delibera del Decreto del Fare governativo approvato ormai la scorsa estate. Poche le alternative, e poche le variabili: più utopico che ipotetico infatti lo ‘sblocco’ del Patto di Stabilità, che per Moniga significherebbero quasi 850mila euro di liquidità spendibile; difficile poi quantificare un eventuale ‘ricavo’ dalla cessione dell’ormai ex asilo, di cui comunque, spiegano ancora dal Comune, non resta altro da fare se non monetizzare.

Un edificio che di anni alle spalle ne ha già qualcuno, storica sede delle materne gestita da tempo immemore dalle suore: anche loro, comunque, hanno dovuto ‘abbandonare il campo’ a seguito della dichiarazione di inagibilità. Qualche crepa di troppo, e uno ‘sciame sismico’ come quello emiliano che seppur a debita distanza ha destato qualche preoccupazione: da qui la decisione di una relazione di verifica sulla cosiddetta “vulnerabilità sismica”, e un responso a quel punto inequivocabile.

L’intera struttura è stata dichiarata “non idonea all’utilizzo” per motivi di sicurezza, a causa di evidenti debolezze nella stessa muratura. Un Comune senza asilo, quasi come un cielo senza stelle: naturale allora, e ormai irrevocabile, la decisione di sopperire alla ‘fastidiosa’ mancanza, e pure in tempi brevi. Non è da escludere infatti, se tutto dovesse procedere “secondo i piani”, che l’area ‘da riempire’ diventi già cantierabile in anticipo anche sulla prossima primavera, magari già dall’inizio di marzo.

Per dotare il Comune di una struttura ‘autonoma’, e per ‘liberare’ i giovani studenti dalla sistemazione provvisoria, in quella palestra sottratta ai ‘colleghi’ delle elementari, con i bimbi costretti ad ‘allenarsi’ in trasferta, al palazzetto dello sport di Manerba.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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