La Valtenesi che guarda all’Expo: «Ma serve una regia unica»

EXPO 2015.Posa della prima pietra al cantiere  di Rho Fiera

Venti milioni di turisti in sei mesi, e non è mica roba da poco. L’occasione più ‘ghiotta’ per il rilancio, e addirittura qualcuno l’ha chiamata “rinascita”, questa volta prende la forma dell’Expo milanese, che per buona parte del 2015 accenderà i riflettori su quanto rimane di buono del Belpaese.

Sono passati ormai quasi due anni da quella celebre intervista in cui pure il patron Giuseppe Sala, senza pensarci due volte, ha ricordato a tutti che l’Expo è un’occasione unica, e proprio per questo “non potrà e non dovrà essere esclusivamente milanocentrica”. Occhi puntati allora anche sulla Provincia di Brescia, questo il tema centrale dell’incontro andato in scena un mesetto fa al ‘Pirellino’ di Via Dalmazia, e di conseguenza allora anche sul lago di Garda, che da solo vale quasi il 75% dell’economia turistica bresciana.

Ma tra le rive e le Colline ci sta pure la Valtenesi: sette Comuni di cui cinque in armonia (quasi perfetta) nell’omonima Unione, e la consapevolezza diffusa di “potersela giocare”, con territorio e paesaggio, produzioni ed eccellenze anche enogastronomiche, e dunque legate a filo doppio con quello che sarà il tema portante dell’Expo ormai prossima.

Il lago di Garda come punta di diamante dell’intera Provincia, suggerisce allora Lorella Lavo nella doppia veste di sindaco di Moniga e di presidente del consiglio assembleare dell’Unione dei Comuni, “in cui pare chiaro che a fare da traino saranno le due ‘capitali’ del turismo, Sirmione e Desenzano, ma in cui anche la Valtenesi ha l’opportunità di mettere sul piatto tutto il suo potenziale”.

Da soli non sarà facile, conclude, “difficile farsi valere come singolo ente”, e dunque largo ai ‘big’, “organi competenti come i Consorzi, oppure la Provincia e la Regione”. In questa logica il progetto, purtroppo ancora zoppo, di un consorzio per un Garda Unico, caldeggiato anche dall’assessore regionale Alberto Cavalli che però ammonisce, “meglio evitare conflitti e sprechi, perché non sempre gli investimenti hanno poi raggiunto e ‘compreso’ il mercato”.

Il turismo come asse decisivo, aggiunge allora il sindaco di Manerba Paolo Simoni, in qualità di presidente dell’Unione dei Comuni della Valtenesi: basta parole e largo ai fatti, basta con “i soliti voli pindarici, le decisioni vanno prese per davvero”, e in questo la necessità di “investimenti importanti, e che possano durare nel tempo, sui quali però serve una regia unica, onde evitare pasticci”.

Per non rinunciare a quel progetto mai sopito di “un turismo che duri tutti l’anno”, e in questo Lavo e Simoni chiedono, in coro, uno sforzo collettivo: “Basta campanilismi, perché o si fa l’Unione o si muore”. E tutti i torti non hanno perché, in fondo, le tradizioni son le stesse, la lingua pure, i paesaggi anche.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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