La carica della Vittorina: «Basta con questo Governo»

vit02

Altro che forconi, viene da dire. La protesta sul Garda si fa ‘educata’ e silenziosa, e forse ancora più efficace. A due passi dalla piazza di Moniga, in una di quelle che tra le botteghe storiche è storica per davvero: per chi la conosce, per gli amici, è il market della Vittorina, all’anagrafe Vittoria Turina, dal 1978 dietro il bancone del suo Vittamarket. Settantacinque anni portati benissimo: classe 1938, una vita di lavoro alle spalle cominciata quando di anni ne aveva solo 10, massimo 12, poi a 20 anni il primo negozio di famiglia, chiamiamolo così, un frutta e verdura che stava poche centinaia di metri più in là.

Nel mezzo un matrimonio ovviamente felice, un figlio e tante storie da raccontare: da chi a Moniga ci è passato, negli anni d’oro del Festivalbar, di Little Tony e Caterina Caselli, perfino quel Silvio Berlusconi che in estate, puntualmente, andava a trovare amici altolocati come l’ingegner Beccaria, che pure fu senatore. Ma lei berlusconiana certo non è, ma con un sorriso non ci pensa due volte, e a tutti racconta che sarebbe addirittura disposta ad ospitarlo, il Berlusconi, “perché con lui sicuramente le attività del paese qualcosa in più guadagnerebbero”.

Come già aveva fatto in passato ha deciso allora di riproporre (seppur in forma ‘aggiornata’) una protesta quasi ‘artistica’, contro le scelte del Governo che, spiega, “come sempre ha deciso di far pagare la crisi sempre agli stessi”. E allora spazio ad un alberello senza foglie, pure un po’ risecchito, tutto solo nel suo vasetto; appena più sotto, in formato quasi gigante, scritto da un’amica arrivata nientepopodimeno da Brescia, un cartellone a grosse lettere, in rosso su bianco, che salta subito agli occhi: “Non mi ha spogliato l’inverno, ci ha pensato il Governo”.

La sintesi forse perfetta di tante polemiche che hanno seguito le scelte degli ultimi mesi, e degli ultimi anni: il Governo tecnico prima, quello delle larghe intese dopo. “Ho lavorato una vita intera, ormai non ricordo nemmeno più quando ho cominciato – racconta ancora la Vittorina – Ci messo l’impegno e il tempo, ci ho messo pure l’anima. E come me, tanti altri commercianti. Sembra quasi vogliano farci chiudere apposta, tutti quanti noi ‘piccoli’”. Il riferimento, in ordine sparso, viene quasi da sé: e mettici la Tares, le bollette che “non smettono mai di aumentare” ma anche “quei centri commerciali che negli anni sono spuntati come funghi”. A lei che non interessa “fare i soldi, alla mia età poi. Quello che voglio è continuare”.

E in effetti qualcosa di romantico c’è, nelle sue parole ma pure in quello che il negozio ‘contiene’: dalla ‘ricca’ cantina alle ‘primizie’ degli scaffali, o il pane, o gli affettati, o la pasta fatta in casa. Il simbolo ‘vivo’ di una generazione che non si arrende, quelle botteghe storiche che a Moniga sono anche La Pergola, L’Ulivo, il caffè Leali (che proprio a dicembre ha ‘compiuto’ 55 anni) ma, continua Vittoria, “la dedica va fatta anche alle botteghe più ‘giovani’”. Altro che Moniga contadina, come invece qualcuno aveva scritto. Altri tempi, quando le cose andavano bene: “Eravamo (quasi) una piccola capitale”.

Alessandro Gatta
BresciaOggi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design