Campeggi abusivi e roulotte di cemento? Polemiche in arrivo sul Garda

spiaggia moniga

«Un fulmine a ciel sereno». Opinione condivisa tra i campeggiatori del Basso Garda, ancora storditi dai primi effetti dell´onda anomala, quasi uno «tsunami», che dalla Soprintendenza alle Belle Arti si prepara a travolgere anche le sponde gardesane, dopo il gran polverone sollevato quest´estate dalle parti del Sebino. Ancora poco si sa, se non che tuoni e fulmini dovrebbero colpire in primis due campeggi «di vecchia data», a Polpenazze e Toscolano, in attesa che la tempesta raggiunga poi anche altri lidi, in ordine sparso. E intanto il settore sogna una moratoria.

Ma «valutazioni e accertamenti» sono in arrivo, e in Valtenesi i sindaci già si preparano a quella che sarà una sorta di riunione organizzativa, prevista per i primi giorni della prossima settimana. «Il problema ce l´abbiamo, come tutti – ha spiegato il sindaco di Padenghe, Patrizia Avanzini -. Proprio per questo abbiamo deciso di riunirci per discuterne, per affrontare la questione in maniera unitaria. Parleremo anche di tutto il Garda: non serve nascondersi, il nostro lago è un´entità sovraprovinciale e sovraregionale, e dunque se il problema esiste non può essere solo bresciano».

Anche a Moniga, dove addirittura su nove campeggi ben sette presenterebbero problemi di «abusivismo spicciolo», il sindaco Lorella Lavo ha annunciato, «per forza di cose», l´avvio di un procedimento di controllo già nelle prossime settimane, con l´impegno garantito a fare di tutto «per evitare di buttare per aria la stagione turistica». Ottimismo latente anche tra i rappresentanti dei campeggiatori, protagonisti di una prima riunione in Provincia e con replica in vista, stavolta proprio in Valtenesi: meglio accantonare la parola «abusivo», spiegano, e meglio analizzare la vicenda nello specifico, e dunque caso per caso.

Chiarimenti in corso d´opera comunque andranno fatti: la legge regionale in atto infatti prevede che non vi sia necessità di licenza edilizia (e di autorizzazione paesaggistica) per «tutti quegli allestimenti con meccanismi di rotazione in funzione», dicasi roulotte e affini. In certi casi però, oltre alle ruote c´è di più: ecco le ipotesi di abusivismo, per i quali sarebbe stata necessaria invece l´autorizzazione di cui sopra. In un ipotetico viaggio a ritroso tra leggi e cavilli scopriamo che il primo tentativo di regolamentazione risale addirittura al 1958: una legge molto «aperta», senza obblighi di rilievo, sostituita poi dalla legge regionale del 1981, attualmente in vigore, che rispetto alla precedente escluse per la prima volta la pluriannualità degli allestimenti.

I campeggiatori intanto, seppur in via ufficiosa, avanzano una prima proposta: una moratoria (o quasi) sull´esistente, con tanto di regolarizzazione di quanto già costruito. Per poi ripartire da zero, rispettando dunque la normativa aggiornata, in base alle esigenze della Soprintendenza. Con l´ammissione però, da parte degli stessi campeggiatori, che spesso il settore sia stato lasciato e gestito «un po´ all´avventura», ma con l´orgoglio di chi il campeggio lo considera uno stile di vita: «Se danni ci saranno, non sarà solo per campeggiatori e proprietari. Ma per tutto l´indotto, e per tutta l´economia locale».

Alessandro Gatta
BresciaOggi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design