Legambiente e TAV: «Tracciato CIPE tutto da rivedere»

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A proposito del progetto presentato in Regione della TAV tra Brescia e Verona c’è da registrare la presa di posizione di Legambiente. Serve il quadruplicamento  affiancato alla linea storica  e non il tracciato approvato dal CIPE cosi si ridurrebbe la lunghezza della tratta,  il consumo di suolo, l’impatto ambientale nelle colline moreniche e nei vigneti di Lugana,  i costi e l’opera avrebbe un ruolo complementare e di integrazione con il trasporto dei pendolari.

L’interconnessione dell’ Alta velocità a Montichiari  sarebbe un costo maggiore ed inutile date le caratteristiche Cargo-merci del D’annunzio appena approvate dal Piano degli aeroporti e visto che le merci non viaggiano su nessuna linea ad  alta velocità e che comunque Montichiari non è il Charles De Gaulle. Questa tratta inoltre sarebbe un doppione perchè basta una bretellina di un paio di Km che colleghi lo scalo  con Ghedi sulla Brescia Parma e lo scalo verrebbe collegato con la rete ferroviaria. Meno espropri,meno costi e  meno inquinamento acustico, come avverte la Germania che ha fatto l’Alta velocità in territori popolati e densi di attività economiche e agricole come quelli italiani con caratteristiche miste 240 km/h e più fermate sul tracciato, sono strategici per ridurre l’impatto ambientale.

Come è fondamentale che nel più grande bacino turistico del nord Italia, quello del  Garda vi sia la fermata a Peschiera/Desenzano. In pratica proponiamo che la Brescia Verona abbia le stesse caratteristiche miste che vi sono sul tratto A.V. della Milano-Treviglio e della Padova Mestre. La revisione del vecchio progetto approvato dal CIPE si rende necessaria anche alla luce della grave crisi economica che suggerisce di utilizzare al meglio le poche risorse pubbliche disponibili (tutela idrogeologica,ricerca, welfare ecc) piuttosto che per grandi opere. Abbiamo già  un esempio negativo quello della TAV Torino-Milano con caratteristiche da 300 km/h e senza fermate sulla breve e media distanza. Aperta da tre anni, con una  capacità una di 300 treni al giorno viene utilizzata solo da 40 treni giornalieri ed un coefficiente di utilizzazione modesto.

Dario Balotta
Responsabile Trasporti
Legambiente Lombardia

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