Puegnago: inaugurata a Villa Galnica la nuova sede di AIPOL

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Nessuno è profeta in patria. Non lo è nemmeno l´olio extravergine del Garda, che grazie alla sua qualità riconosciuta a livello mondiale, per i due terzi viene esportato all´estero, mentre il mercato italiano è invaso da olii extracomunitari, senza etichettatura d´origine. Di questo e d´altro si parlato ieri a Puegnago, dove l´Associazione lombarda dei produttori olivicoli (Aipol) ha trovato una nuova casa, quella Villa Galnica già sede del Consorzio Valtenesi e che, come ha ricordato proprio ieri mattina il sindaco Adelio Zeni, «fa di Puegnago l´epicentro enogastronomico del Garda».

LE PRODUZIONI locali giocano per vincere la gara qualità, non della quantità. A parlare sono i numeri, confermati dalle istituzioni che hanno partecipato alla giornata inaugurale: l´assessore regionale Gianni Fava, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il tecnico Silvano Zanelli, presidente di Aipol. L´olivicoltura lombarda si sviluppa attorno ai laghi, dove si contano circa 2500 ettari e oltre 650mila olivi, con il Garda a fare da capofila con la monocultivar Casaliva, una delle «varietà più apprezzate, anche fuori dall´Italia.

«Le produzioni gardesane – ha spiegato Fava – risentono di quel paradosso lombardo in cui la produzione è già inferiore ai consumi, e oltre metà del prodotto viene esportato all´estero. I numeri ci dicono che in Lombardia siproducono circa 850mila litri di olio e ne esportano fuori dall´Italia oltre i due terzi». L´olio gardesano piace quando è Dop, con le due denominazioni regionali (il «Garda Dop» e il «Laghi lombardi») che insieme valgono un fatturato di 8 milioni di euro, con quasi 738mila litri venduti ogni anno. Il 2013 poi, con il raccolto bresciano (che da solo vale l´87% della produzione lombarda) ha fatto registrare un +20%, amplificato sulle sponde gardesane, tra il +35% della Lombardia e il +40 del Veneto.

La vera sfida l´annuncia però Prandini: «L´Europa si interessa poco di difesa delle produzioni locali di pregio, mentre noi soffriamo la falsificazione dei prodotti, soprattutto l´olio. Quello che vogliamo? L´obbligo di origine, su ogni etichetta»

Alessandro Gatta
BresciaOggi

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