Desenzano: la nuova vita dell’aratro, al Museo Rambotti

Aratro 2014

Terminati i lavori di restauro e di riallestimento della teca, l’aratro del Lavagnone è tornato nella sede del museo civico Giovanni Rambotti. La presentazione dei lavori di restauro si è svolta il 25 febbraio scorso, con la presenza del Sindaco Rosa Leso, dell’Assessore alle Politiche culturali Antonella Soccini, del Presidente del Rotary Club Salò-Desenzano Federico Orlandi, della ex Soprintendente ai beni archeologici della Lombardia Raffaella Poggiani, del funzionario della Soprintendenza Maria Giuseppina Ruggiero in rappresentanza del nuovo Soprintendente Filippo Maria Gambari e della restauratrice Annalisa Gasparetto, oltre al Conservatore del Museo Claudia Mangani.

Nella teca sono stati collocati nuovi supporti in metallo, che sostengono in modo più idoneo la struttura dell’aratro, e un impianto di monitoraggio in remoto dei parametri ambientali di temperatura e umidità. La base della teca è stata ricoperta da un’immagine che riproduce solchi di aratura. La superficie dell’aratro, a seguito della pulitura, si presenta visivamente diversa.

I lavori sono stati finanziati grazie ad un contributo di 14mila euro stanziato dal Rotary Club Salò–Desenzano nel novembre scorso. Il riconoscimento di quanto fatto dal Rotary è ricordato da una targa che verrà apposta nella sala dell’aratro.

Per la conservazione futura, seguendo le prescrizioni della Soprintendenza e le esperienze di altri importanti musei (Museo della Scienza e Tecnologia di Milano, Museo di Crema e del Cremasco), è stato realizzato un apposito supporto funzionale e poco intrusivo. Il monitoraggio dei parametri ambientali viene realizzato con un sistema di sensori.

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