Il nuovo collettore del Garda: «Un progetto di rilevanza nazionale»

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Il nuovo collettore del lago di Garda rappresenta una priorità per tutto il territorio gardesano. L’attuale collettore è vecchio di 30 anni, il che significa che un guasto alle tubature può determinare un danno ambientale ed economico enorme per il Garda e per tutte le attività che da esso dipendono.

Per questo Azienda Gardesana Servizi, assieme a Comune di Garda, Depurazioni Benacensi e Garda Uno, ha organizzato un convegno per presentare il progetto del nuovo collettore del lago di Garda. Al convegno hanno partecipato il presidente di Ags Alberto Tomei, il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, il presidente di Depurazioni Benacensi Angelo Cresco, l’assessore regionale ai Lavori pubblici e all’Energia Massimo Giorgetti, l’amministratore unico di Garda Uno Mario Bocchio, l’assessore al Turismo della Regione Lombardia Alberto Cavalli, il deputato del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati, i consiglieri regionali Davide Bendinelli e Roberto Fasoli, il direttore di Ags Alberto Ardieli con l’amministratore delegato Enrico Rizzetti, il sindaco di Garda Antonio Pasotti, il presidente della Comunità del Garda Giorgio Passionelli, il presidente del Consiglio di Bacino Mauro Martelli, il presidente di Garda Unico Paolo Artelio oltre ai rappresentanti di associazioni e categorie economiche.

“Abbiamo organizzato questo convegno – ha spiegato il presidente Tomei – perché vogliamo assolutamente che il progetto del nuovo collettore venga condiviso con tutti gli enti, tutte le forze politiche e tutte le associazioni. Ciascuno deve intervenire per mettere le proprie esperienze a servizio della collettività. In questo specifico caso, tutti sono chiamati a partecipare visto che è richiesto un impegno condiviso per raggiungere un obiettivo fondamentale e non più rinviabile per il nostro territorio”.

Technital ha presentato il preliminare del progetto che servirà a raccogliere e separare le acque nere da quelle bianche da Navene a Peschiera. Il nuovo collettore sarà realizzato quasi tutto lungo la strada con materiali innovativi, come la ghisa sferoidale al posto del cemento, e con tecnologie all’avanguardia in grado di ridurre del 70% il rischio di rottura lungo gli oltre 55 chilometri del suo tracciato. “L’attuale collettore – spiega Simone Venturini di Technital – sarà comunque utilizzato per la raccolta delle acque bianche”.

Il costo complessivo dell’opera è di 200 milioni di euro. “Una cifra importante – chiarisce il sottosegretario Giorgetti – ma stanziabile se c’è la volontà politica di farlo: questa è un’opera che prevede una presenza importante dello Stato attraverso i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente oltre a quello dell’Economia”. E in vista del semestre europeo di presidenza dell’Italia, Giorgetti precisa: “Il collegamento con l’Europa va costruito con una regia puntuale e in modo serio da parte delle Regioni interessate. In questo progetto l’aspetto ambientale e l’innovazione tecnologica devono essere presenti in maniera rilevante”.

Concetti ribaditi dall’assessore regionale Massimo Giorgetti: “Le idee e i progetti ci sono, ora bisogna capire quali sono gli strumenti per raggiungere l’obiettivo. I contatti tra le Regioni sono partiti, ma come sempre è necessario arrivare ad impegni scritti. Per quanto riguarda i finanziamenti è possibile attingere ai fondi Fas, ovviamente non per l’intera somma, ma l’ideale sarebbe che il progetto del nuovo collettore sia inserito all’interno di una legge obiettivo che dia garanzie sui tempi di realizzazione e dei finanziamenti disponibili”.

Il presidente di Depurazioni Benacensi Angelo Cresco, su questo tema, sottolinea: “Il problema del lago di Garda è un problema nazionale e non c’è nessuno che possa smentirlo, per cui i finanziamenti vanno chiesti tutti insieme, le tre Regioni e le 4 Province. Dopo il decreto “Salva Roma” è necessario che venga approvato il “Salva Garda” per il nostro territorio”.

Mario Bocchio, presidente di Garda Uno, ha voluto sottolineare l’importanza di questa condivisione d’intenti: “Oggi è un momento importante perché finalmente ci troviamo in una situazione di condivisione di un progetto importante. Tra i vari territori del Garda sono stati abbandonati i campanilismi e questo è un bel segnale”.

di dare il proprio contributo al progetto l’Ordine dei Geologi del Veneto, il Collegio dei Geometri e dei geometri laureati di Verona così come l’Ordine degli Ingegneri scaligero, pronti a partecipare ai tavoli tecnici della nuova infrastruttura.

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