Blob festeggia 25 anni: e la Rai celebra la sua ‘creatura’

Blob-31-dicembre-2013

Blob è nato il 17 aprile 1989 come un tentativo di fare una rassegna della televisione del giorno prima. In sostanza nel corso degli anni l’obiettivo non è cambiato, anche se il linguaggio del programma si è progressivamente affinato, il montaggio si è velocizzato, e i contenuti politici sono diventati prevalenti.

Blob ha sviluppato e incrementato, progressivamente, l’uso di immagini “proprie”: riprese realizzate con videocamere in occasioni canoniche quali Mostra del Cinema a Venezia, Festival di Sanremo, congressi di partito, manifestazioni sindacali e politiche e così via. L’occhio di Blob è caratterizzato dal tentativo di catturare immagini senza interferire con il personaggio o la situazione, quasi fosse una cosa casuale.

Dal 17 aprile 1989, giorno della sua nascita, al 17 aprile 2014 sono andate in onda 7.335 puntate: 6.442 sono state quelle della programmazione quotidiana e 893 le puntate monografiche, dedicate cioè a personaggi politici o dello spettacolo, eventi televisivi o cinematografici,  avvenimenti della cronaca, della politica o del sociale.

In 25 anni hanno partecipato alla realizzazione del programma 42 persone,  alcune per pochi mesi, altre per anni, altre per quasi tutto il periodo. Su Blob sono stati scritti diversi libri e realizzate svariate tesi di laurea presso le Università di Roma, Siena, Milano, Lecce, Perugia, Trieste ed altre. La stampa nazionale e locale ed altri programmi televisivi si sono occupati spesso della trasmissione. Il montaggio blobbistico ha contagiato la TV ed è entrato nel gergo: “adesso vi mostriamo un blobbino sull’argomento”.

“I numeri son più che mai fallaci e inadatti per parlar di Blob – spiega il ‘patron’ Enrico Ghezzi -  La Blob Condicio è la sicurezza che a vincere è sarà fu l’insoddisfazione. Il trionfo di piccole grandi sublimi bruttezze incerte, lontane dalla sicurezza ideologica delle grandi bellezze. 25 anni sono troppi e son nulla. Il muro intarsiato e impiallacciato, tessuto tra immagini suoni parole scoppi di luce e ombre, muta a ogni istante. Sappiamo di non averlo mai toccato davvero, forse solo per questo lo riconosciamo nella  sua opacità trasudante di immagini trasparenti. Le scelte di montaggio e i salti a volte vertiginosi avvengono in ‘surplace’ quasi immobili. A ogni duna di sabbia che si disfa, quel che pare (il) deserto si invola e si posa in altre forme”.

Nella sua lunga vita Blob è andato incontro a diverse “disavventure”. Comunque poche, considerando che la “forma” principale – estetica e politica – del programma  fu e resta quella dell’autonomia. Un’autonomia estrema, forse mai riscontrata nella storia della televisione. Quattro volte Blob ha vinto il premio “Regia televisiva Oscar TV”, una volta il premio “Radiocorriere TV” e il “Teleratto”, oltre a molti altri riconoscimenti per la televisione e la cultura. Nella redazione di Blob è custodita, in una teca, a mo’ di reliquia, la dedica autografa dell’On. Giulio Andreotti.

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