Acqua del Mincio buona? Lo dice l’università

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La qualità delle acque del Mincio e del Seriola sono buone e l’attività del depuratore non incide negativamente, anzi. A dirlo due studi, uno realizzato dall’Università di Parma e uno dall’Università di Pavia: il primo ha analizzato gli indici chimici e biologici del fiume, il secondo si è concentrato sugli aspetti idraulici del corso d’acqua per verificare le condizioni di miscelazione di sostanze da eventuali apporti esterni.

Ad illustrare i dati delle due ricerche ad Alberto Tomei, presidente di Azienda Gardesana Servizi, ad Angelo Cresco, presidente di Depurazioni Benacensi, ai rappresentanti della Provincia di Mantova e dei Consorzi di bonifica, Luigi Natale, ordinario di Idraulica dell’Università di Pavia, e Marco Bartoli, ricercatore del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma.

“La nostra ricerca – ha spiegato il professor Natale – è durata un paio d’anni e ha sviluppato un modello matematico che simula l’andamento delle acque di questo particolare tratto di Mincio. Da un punto di vista idraulico, infatti, non si tratta né di un fiume né di un lago, ma di una forma intermedia tra i due, visto lo scorrimento molto lento delle acque”. Il team del professor Natale, ha analizzato il primo tratto del Mincio simulando tre scenari, uno invernale, uno estivo e uno di magra, e ha mostrato come al variare della portata d’acqua e delle condizioni climatiche mutino anche l’impatto delle sostanze immesse sulle condizioni di miscelamento.

Questo studio fisico-matematico è stato completato dallo studio che ha interessato gli aspetti chimico-biologici del Mincio. In questa ricerca sono stati impegnati, a partire dalla scorsa estate, una decina di esperti di varie università: oltre a Parma, infatti, sono stati coinvolti ricercatori delle Università di Torino e Ferrara. Lo studio ha preso in considerazioni tre porzioni del fiume, una precedente lo scarico del depuratore e due successive, in zona Monzambano e Borghetto. “È emerso – chiarisce Bartoli – che nel Mincio non c’è nulla di allarmante. Anzi, i dati peggiori, in alcuni casi sono stati rilevati a monte dello scarico del depuratore. Noi abbiamo analizzato la presenza di diatomee, microfiti, micro invertebrati e della fauna ittica e i dati in nostro possesso ci dimostrano che il Mincio, lungo tutto il suo corso, è sottoposto a pressioni, ma il depuratore è solo uno delle tante”.

Soddisfatto dei risultati raggiunti il presidente di Depurazioni Benacensi Angelo Cresco: “Il fatto che le Università di Parma e Pavia ci confortino della strada intrapresa, cioè del miglioramento delle acque della Seriola, che poi vanno a finire nel Mincio, dimostra come l’investimento per realizzare il Terzo Lotto del depuratore fatto da Ags e Garda Uno abbia ampiamente migliorato anche le condizioni ambientali. Il nostro obiettivo è quello di continuare su questa falsariga, è quello di rifare il collettore, è quello di dare certezze ambientali”.

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