Lonato: il porta a porta tra rifiuti e vandalismo

discarica lonato

Dopo quasi un anno di sperimentazione per le frazioni a sud dell’autostrada e la riapertura dell’isola ecologica della Rassica, Lonato volta definitivamente pagina ed elimina totalmente i cassonetti, avviando dal 22 aprile il sistema di raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale. L’assessore Nicola Bianchi si dice fiducioso sulla “fattiva collaborazione dei cittadini”. Dal 7 al 15 aprile saranno messi in distribuzione all’ex magazzino della Kernonafta di via Prè gli appositi kit.

Per l’occasione sarà anche consegnato l’eco-calendario, in cui verranno chiaramente indicati i giorni del ritiro e gli orari. Sarà anche svolta un’intensa campagna informativa sulla popolazione, fino al 15 aprile, con riunioni all’oratorio di via Antiche Mura sia per i cittadini che per i commercianti. Per chi ha il giardino (e la necessità quindi di smaltire rami e foglie) potrà facilmente acquistare il contenitore carrellato da 240 litri. Questi gli aspetti tecnici: ma il nuovo percorso si spera possa cambiare gli scenari attuali che vengono sottolineati chiaramente dal presidente della commissione Ecologia Ferruccio Scarpella.

“La gente si disfa dello sporco dappertutto – spiega – Lascia i sacchetti in aperta campagna, li lancia dai finestrini dell’auto. Rifiuti ingombranti come radio, televisori o materassi, ma anche sedie, divani, lampade e bidoni. Vengono scaricati dappertutto. Io abitualmente attraverso tutto il territorio comunale, perché amo molto il mio paese e ci tengo che rimanga pulito. Purtroppo spesso incontro situazioni disastrose. Uno degli ultimi avvistamenti? In via Bettola, poco distante dalla tangenziale, dove ho trovato una vecchia stufa e addirittura un lavandino. Serve più controllo sul territorio, dobbiamo andare nelle scuole e insegnare ai bambini il valore di un ambiente pulito. Passare al porta a porta e separare i rifiuti è un cambio culturale che le nuove generazioni devono portare avanti se non vogliamo trovarci tutti, un bel giorno, in una grande e infinita discarica”.

Roberto Darra

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